JUVENTUS vs MILAN “non è normale che sia normale”

Ma scusate il 25 novembre rimbalzava per i vari social e non solo, lo slogan:  “Non è normale che sia normale” a pro di una campagna anti-violenza contro le donne nell’era del global social, oltretutto si è era voluto far scendere in campo i giocatori con un segno rosso sul viso per dar risalto (valore aggiunto) alla campagna contro la violenza sulle donne!

Ma udite, udite! La Federazione Italiana Gioco Calcio il 16 gennaio fa disputare la finale di SuperCoppa Italiana al King Abdullah Sports City Stadium a Gedda in Arabia Saudita fra Juventus vs Milan! Quasi tutti noi siamo a conoscenza che in questo paese costellato dai petrodollari i più elementari principi e valori civili e umani vengono violati, dove addirittura vige la pena di morte; e dove soprattutto si accetta di giocare davanti ad un pubblico dove le donne, sono recluse in settori separati da quelli degli uomini e costrette ad andare accompagnate. Quindi una donna italiana che volesse comprarsi il biglietto per vedere la partita da sola o con un gruppo di amiche, non può farlo.

Ovviamente mercoledì 16 gennaio 2019, con inizio alle ore 20.30 locali (18.30 ora italiana) la partita per l’aggiudicazione della SuperCoppa Italiana 2018/2019, prenderà vita, per ovvi motivi “$$$$$”. Speriamo almeno che i vari addetti ai lavori della FIGC abbiano la coscienziosità di far togliere dalle maglie dei giocatori quell’etichetta (insignificante) con scritto “RESPECT”, renderebbe tutti ridicoli davanti agli occhi di una donna. Rammentino ai vari giocatori, che qualsiasi gol venga realizzato, l’esultanza a mo’ di cuore con le mani sarebbe meglio evitarlo per due semplici motivi, in primis le donne presenti (se ce ne saranno) non possono sentirsi partecipe ad una “fanta-finale” così irrispettosa, e per secondo se fosse rivolto ad altro sesso rischierebbero nel dopo partita la “lapidazione”. Ma mi chiedo? Dove è finita la considerazione per quei tifosi/e bianconeri e rossoneri che durante il campionato si sobbarcano trasferte chilometriche su e giù per lo stivale nel sostenere i propri beniamini in qualsiasi condizione climatica, ed ora si vedono la “propria” squadra del cuore volare a migliaia di chilometri dai propri occhi nel giocarsi una finale TUTTA italiana, senza poter prendere parte! Qui mi fermo, non voglio avere la presunzione di saperne di più degli “addetti ai lavori” però una domanda ve la pongo. Abbiamo forse barattato secoli di civiltà europea e di battaglie per i diritti delle donne (e non solo) sotto la voce petrodollari? Ricordo solo che il calcio è lo sport più seguito in Italia, dovrebbe trasmettere valori! (N. C.)

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. . . buona vita a tutti!

Credits: calciomercato.com

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Cecchi è responsabile di quello che scrive, non di quello che capisci! (N.C.).

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