LA BEFANA CHE VERRÀ

La Befana che verrà, al tempo che fu aveva i capelli lisci e profumati come quelli che accarezzi prima di  planare nel mondo dei sogni, nei suoi occhi ci si poteva perdere come negli abbracci di chi ti fa sentire al sicuro come nel tuo rifugio segreto, nel suo sorriso albergavano tutte le parole che ti vuoi sentire dire nei momenti dove il mondo ti chiude fuori. Nel tempo dei tuoi passi e dei tuoi disseminati perché, è divenuta una vecchina senza trucco, rattrappita dagli acciacchi dell’età, con pochi denti, il volto e le mani grinzose, non indossa nulla alla moda ma solamente una gonna lunga lesa e rattoppata, delle calze non ricamate ma di lana grosse per lenire il freddo, sulle spalle ingobbite ha sempre uno scialle grossolano ed uno sciarpone color come la notte annodato sotto il mento e le scarpe che indossa sono vecchie come il tempo di quando una stella cometa tracciava la strada per Betlemme. L’unico mezzo di trasporto è una vecchia scopa di saggina la stessa con cui danza e si confida per tutto l’anno tra le mura della sua umile dimora e  tutto d’un tratto in una notte di gennaio per magia venuta da chissà dove ma, si narra che sopraggiunge da dove le stelle vanno a dormire, inizierà a volare e, le lacrime che aveva versato lontano da occhi indiscreti dentro ad un sacco di iuta sfatto e lacerato si trasformeranno in “gemme” di prelibatezze agli occhi dei bambini.
A quei tempi la gente non poteva usufruire delle autovetture, né dei treni e neppure degli aerei, si viaggiava da un luogo all’altro sul dorso di cammelli ed asinelli e le stelle nel cielo erano l’unica mappa di cui si poteva usufruire. In quel tempo remoto a lei è mancato il dono più bello che la vita può confezionare ad una persona, quel dono porta il tuo nome.
Ma ognuno di noi è un filo unico e irripetibile nell’intricata storia della vita, certe volte tra la quotidianità della nostra esistenza ci lasciamo sfuggire le cose più semplici quelle che riempiono gli spazi incontaminati del nostro cuore, perché siamo sempre alla ricerca dell’eccesso dettato dal nostro orgoglio, di ciò che il cuore non ci ha mai reclamato, tralasciando il fatto che il cuore di ognuno di noi abbisogna solamente del semplice battito di un altro cuore per dare un senso di esistenza ai propri respiri. 
Ma la vita è piena di sorprese e non lascia mai a mani vuote e senza un fine alle lacrime versate, perciò le diede la sua fetta di riconoscenza e cioè divenire la “vecchietta” più amata dai bimbi, quei bimbi che lei stessa ha sempre amato.
A cavallo di questa notte di gennaio sotto lo sguardo della luna che l’assiste dalla notte dei tempi, la Befana che verrà non si presenterà all’uscio del tuo animo bella come in gioventù, neppure con qualche artefatto ma solamente vestita dal sarto del suo tempo, portandosi con sé calze variopinte colme di gemme, le sue gemme per te!  E il tuo sorriso dell’alba a venire sarà il dono più bello che in cambio riceverà sapendo di essere amata per quello che si ha dentro.
Nel fondo di ogni calza lascerà un messaggio leggibile solo agli occhi di chi sa guardare con cuore dagli spazi incontaminati, che dice: “Non c’è nessuno che non abbia bisogno di ricevere e nessuno che non abbia qualcosa da dare”  (N.C.)

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. . . buona vita a tutti!

Credits: Befana

DISCLAIMER

Cecchi è responsabile di quello che scrive, non di quello che capisci! (N.C.).

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