BUON COMPLEANNO A.C.P.

L’Associazione Calcio Padova viene fondata il 29 gennaio 1910! Oggi spegne 109 candeline . . Auguri Amore Mio!

Caro Biancoscudo, quanti ricordi che porto nel cuore, quando mi trovo a transitare per la zona del Prato della Valle, non c’è una volta che il mio sguardo e pensiero non si rivolgono verso via Carducci, avverto ancora il profumo dell’erba bagnata prima della partita mentre il fruscio delle bandiere biancorosse e i cori echeggiavano nel mitico Silvio Appiani! In quei momenti il mio cuore sprigiona emozioni e ricordi indelebili che porto e porterò per sempre in me. Il calcio biancoscudato e soprattutto il tifo per la squadra della mia città è una passione che mi accompagna fin dall’adolescenza! La dimora dello Stadio Appiani, a mio avviso è e, rimarrà il tempio del calcio cittadino! Vuoi per la location, situata nell’ombelico della città, mentre sullo sfondo padroneggia il “Santo”. Vuoi per la struttura dai lineamenti spartani,  con quel suo fascino unico, un po’ all’inglese, insomma irriproducibile.

Erano i primi anni ’80 e con il mio “ciao” con a seguito gli amici di sempre, sfrecciavamo per le vie del centro sui sampietrini fino ai piedi del tempio del calcio padovano. Tutti con un solo obiettivo, rimanere senza un filo di voce coll’intento di sostenere i nostri beniamini, i loro nomi sono rimasti impressi a caratteri cubitali nella mia memoria.

Tuttora quando ci ritroviamo seduti attorno ad un tavolo tra amici, intoniamo spalleggiati da qualche bicchiere di birra gli indimenticabili annunci pubblicitari, che rimbombavamo prima e all’intervallo della partita, sempre gli stessi stagione dopo stagione: “Caffè bianco o caffè nero? Il Caffè che vale un Perù”,  “Trenfor, casa della poltrona a Roncaglia di Ponte S. Nicolò”. Chi invece si alza in piedi ed inizia ad imitare l’omino che vendeva le fave salate, caramelle, pop-corn, gomme da masticare agli ingressi e tra gli spalti, strillando in modo perpetuo per tutti i 90 minuti (intervallo compreso), con l’inconfondibile tiritera: “Caramelle all’anice, alla liquirizia (le Pip), doppia menta, per tutta la partita . . . soeo per na carta da mie (£ 1.000)”. 

Giorno dopo giorno la curva divenne la mia seconda casa e perché no, famiglia, un vero luogo di aggregazione giovanile, di divertimento puro. Tutti orgogliosi e fieri padovani, nella curva nord, ad incitare i “nostri” giocatori! Che ricordi ragazzi! Eravamo a due metri dal campo, ad un palmo dalle maglie biancoscudate, la gente urlava arrivando a lambire i timpani dei giocatori in campo, strigliandoli, caricandoli come molle di orologeria con lo scopo di trasmettere tutta la nostra verace passione che doveva incombere sui giocatori in campo, il tutto diventava una vera fossa che incuteva pressioni non indifferenti negli avversari a tal punto che la curva venne soprannominata la Fossa dei Leoni! Un indelebile concentrato di emozioni.

Buon Compleanno mitico PADOVA, il caso ha voluto che mio figlio Mattia nascesse lo stesso giorno e mese di quando fui fondato tu (Buon Compleanno Amori Miei)!

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. . . buona vita a tutti!

Credits: wikipedia

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Cecchi è responsabile di quello che scrive, non di quello che capisci! (N.C.).

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