FORSE PERCHÉ

Attorno a loro scorre la vita, come per incanto felpati respiri danzano in mezzo ai profumi della natura circostante, mentre gli sguardi si posano all’orizzonte incorniciato fra mille tonalità di sentimenti. L’attesa è così vivibile da apprezzare la bellezza di quel momento narrato da una brezza che spettina quel senso di infinito. Avvolti da un presente che sussurra pace, stavano imparando a godersi le attese che rendono la vita più vivibile. Forse perché dopotutto non esisteva un’altra persona al mondo con cui avrebbero voluto trovarsi in quella manciata di vita, forse perché le promesse d’amore alla fine sono sopravvalutate, forse perché più di tutto piaceva gustarsi quell’attesa che li separava al ritorno alla quotidianità, la certezza che, dovunque andavano, alla fine si sarebbero trovati sempre, come i fili d’erba che abbracciano il sole, come il bagnasciuga che accoglie le onde del mare, come un tuffo al cuore in una giornata di ferragosto! (N.C.)

. . . buona vita a tutti!

Credits: Pascal Campion

Cecchi è responsabile di quello che scrive, non di quello che capisci! (N.C.).

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