LA GAZZA DEL PACCA FOOTBALL CLUB

Cos’è il P.F.C. (Pacca Football Club)? Le sue origini risalgono nel lontano 1988 dove dei Players-Evergreen amanti della genuinità pura dell’amicizia, dopo aver evangelizzato le origini del calcio nostrano in ogni dove, raccolgono l’iniziativa di darsi appuntamento una volta a settimana per dodici mesi all’anno, su di un rettangolo “de coore verde sbiadio” (noi lo chiamiamo l’Arena), divisi da due colori di casacche (Yellow-Man e Orange-Man) da sottolineare sempre lavate, stirate e dal profumo viola mammola. Può succedere di giocare 4vs4, 5vs4, 5vs5, 5vs6 o in 6vs6 pur di onorare il match settimanale. Ci si dà battaglia per 60 minuti intensissimi (a confronto i 300 erano dei chierichetti). Il nostro inno ufficiale non è certo quello eseguito dall’Academy of St. Martin in the Fields e dalla Royal Philharmonic Orchestra di Londra (vedi inno della Champion League) ma nientepopodimeno che “Se el mare fosse de tocio, e i monti de polenta, o mamma che tociade” con tanto di mano destra appoggiata al cuore, a buon intenditor poche parole. Una cosa è certa come il detto Bevi vin e assa l’aqua al muin” noi Players-Evergreen del Pacca Football Club all’interno dell’Arena palesiamo sotto a qualsiasi cielo il nostro valore partita dopo partita, dimostrando sempre che lo spirito di squadra, la grinta, l’intelligenza e la sagacia possono pagare più della superiorità tecnica. Oltre all’indiscussa posizione in classifica raggiunta, all’umiltà nel fare le squadre, ai numeri da urlo dei vari players, eh già, la nostra sgambata settimanale prevale su tutto e tutti perché dispone di un’arma in più: lo spirito di gruppo. Il nostro galateo attorno ad un pallone non ha eguali sulla faccia della terra, soprattutto quando c’è da “non nominare il nome di Dio invano”, o da rimandarti dalla tua mamma, noi, il fair-play ce lo mangiamo per colazione inzuppato nel latte. In parole povere, noi del P.F.C. davanti al trambusto mediatico e cartaceo di tutte le migliori testate giornalistiche, dalle pressioni dei centinaia di bookmaker, dalle voci che rimbalzano in tutti i bar, osterie, pizzerie, trattorie, bettole etc etc. nell’arco dell’intera stagione rimaniamo sempre noi stessi, perché? Perché siamo quelli del P.F.C., ovviamente! Ed è da questi postulati che il nostro gruppo si è forgiato stagione dopo stagione, santo dopo santo, mamma dopo mamma, questa è la vera radice del P.F.C., dopo qualsiasi “vaffa…” ci si siede attorno ad un tavolo dove si può percepire il vero profumo dell’amicizia (oltre queo dea pissa e ‘na birra), nei secoli dei secoli. Amen!

In fede quei del P.F.C.

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Di seguito, la GAZZA del PACCA FOOTBALL CLUB

LA GAZZA DEL P.F.C. > Addì 18 giugno 2024: Chi è sceso nell’Arena del Vertigo martedì 18 può senza ombra di dubbio affermare: “Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare!” Un match in cui undici gladiatori si sono messi in gioco, ciascuno portando sul campo le sue migliori doti, e col passare dei minuti si è creato un cocktail virtuoso e divino. Noi comuni mortali della carta stampata possiamo solo tentare di raccontare con semplici parole una cronaca che merita di essere narrata da chi ha indossato il numero 10 sulle spalle, nutrendo negli anni la storia del calcio giocato. Ma ci proviamo:
YELLOW
Uno su tutti, MIRKO, che risulterà difficilmente arginabile. La sua frustata di destro dal limite, “alla Del Piero”, toglie le ragnatele dall’incrocio, e ciò senza nemmeno considerare le altre tre perle. Questo da solo vale il prezzo del biglietto e suscita un senso di nostalgia per il calcio champagne. Generoso come sempre, aggiunge al suo repertorio una gestione accorta del possesso e una visione di gioco raffinata, eguagliando così la sua miglior stagione in carriera dal punto di vista realizzativo.
Non possiamo tralasciare REJCO e non Rjeco come erroneamente riportano giornalisti di Serie B, giovane talento e per nostra fortuna già blindato dal Presidentissimo Meneghetti con buoni gratuiti per entrare a Villach. Rejco non doveva nemmeno giocare, dato che non si era allenato per alcune settimane, ma alla fine ha stretto i denti ed è sceso in campo. La differenza con lui in campo è evidente. I suoi lampi di genio in mezzo al campo e la sua padronanza con la palla ai piedi fanno sembrare che abbia un joystick tra i piedi. Numerosi sono stati i suoi inserimenti in area, spiazzando i difensori degli Orange.
LOPEZ, ma che difensore sta diventando? Il suo debutto è stato un esempio di grande personalità. Difende con attenzione e, in fase di possesso, si fa sempre trovare libero per ricevere il pallone, che poi redistribuisce con precisione, facendo sempre la scelta giusta. Una prestazione lucida e attenta: scala sempre coi tempi giusti e non concede spazi agli Orange.
FRECCIA, Quando decide di entrare in partita, lascia il segno. Purtroppo, manca di continuità e a volte si assenta per svariati minuti (quando si è innamorati può accadere). Dà il meglio di sé sulla fascia, mostrando un notevole altruismo sotto porta. Avvantaggiato da un fisico colibrì-man, si fa rispettare e mette in mostra alcune percussioni laterali notevoli. Ottimo anche l’affiatamento con i compagni, con i quali ha duettato per tutta la sera, come José Carreras, Plácido Domingo e Luciano Pavarotti.
DENTE, ricordate Claudio Garella ai tempi del Napoli, o Gianluigi Buffon ai tempi del Parma? Bene, dimenticateli per un momento. Qui parliamo di un portiere sgraziato e istrionico: un vero “Dente-Barthez”. Decisivo non solo per la sua abilità nel neutralizzare i tentativi offensivi degli Orange con parate spettacolari, ma anche per la sua destrezza nel giocare la palla con i piedi e nei rinvii lunghi. Arriva persino a parare col sedere, da rivedere all’infinito la spaccata sul tiro millimetrico del “cecchino” Pacca! Insomma, un portiere fuori dagli schemi, lontano dall’immagine dei tradizionali portieri tanto apprezzati per la loro eleganza, ma non per questo meno efficace. Se è il titolare indiscusso nel P.F.C., un motivo c’è di sicuro.
ORANGE
EROS, solido e incisivo negli interventi: ci mette solo tre minuti a prendere le misure ai Yellow, dopodiché non si fa più superare da nessuno, collezionando una serie di recuperi eccezionali. La sua fede rossonera è evidente fin dall’inizio: spinge sulla fascia come il leggendario Roberto Donadoni e, in fase difensiva, si dimostra impenetrabile come Franco Baresi. Tra i pali, diventa un vero e proprio supereroe, imitando alla perfezione Mike Peterson Maignan e regalando emozioni indimenticabili ai tifosi degli Orange e a tutti gli appassionati di calcio. Presidente, facci sognare!
CECCHI, dall’ultima apparizione si nota subito che ha perso peso (circa 1 Kg.), trae vantaggio dai continui movimenti di una squadra che non offre punti di riferimento agli avversari. Dirige con maestria i movimenti dei compagni, utilizzando gesti con le mani per guidarli con precisione (nulla a che vedere con la classica mano morta). Grazie alla sua regia (vedi Andrea Pirlo ai tempi del Milan), dopo un po’ gli Orange iniziano a giocare in modalità “pilota automatico”.
GIANCA, ha offerto una prestazione solida e priva di sbavature, con almeno un paio di interventi decisivi contro gli attaccanti dei Yellow. Si è dimostrato ancora una volta estremamente utile in entrambe le fasi di gioco, mostrando sicurezza anche in fase di possesso palla. Una performance ricca di sostanza e concretezza, coronata da un gol di grande importanza.
PACCA fa subito capire di essere un giocatore di classe fin dal primo pallone che, gli passa sotto la suola e rotola in fallo laterale. Col passare dei minuti, però, riesce a riscattarsi, orchestrando il gioco con la maestria di un regista come Dario Argento e concludendo alcune azioni con grande abilità, vedessi il gol di tacco che realizza è una vera e propria perla calcistica. Talvolta eccede in finezze, attirandosi i “Vaffa” dai compagni, sempre in cerca dell’uno contro uno. Nonostante ciò, riesce a isolarsi per fare la differenza, creando scompiglio nel campo adiacente al nostro. Incredibile ma vero! Per la prima volta nella storia del P.F.C., subisce un paio di falli, da libro cuore lo striscione esibito in curva dai suoi supporters “Immensamente Pacca“.
EZI, si conferma il migliore della squadra Orange nella lettura degli spazi senza palla. Gioca principalmente per creare spazi e supportare i compagni piuttosto che cercare il gol, costantemente alla ricerca dell’imbucata giusta, che spesso riesce a trovare. Non molla mai e combatte con determinazione, senza mai tirarsi indietro. È a tutti gli effetti la “pelata d’oro” del P.F.C.
ROSSETTO è imprendibile: la sua presenza in area provoca una continua apprensione nella difesa avversaria. Si rivela una vera spina nel fianco per Dente-Barthez, sempre eseguendo movimenti impeccabili. Conferma di essere un giocatore completo a 360° per il P.F.C., capace di segnare una miriade di gol e di far segnare i compagni. Le sirene d’Arabia cominciano a farsi sentire, intervieni immediatamente Presidente!
Redatto da APPARTENENZA P.F.C.

LA GAZZA DEL P.F.C. > Addì 2 aprile 2024: Come è ben noto, il P.F.C. al martedì sera ha un fascino indefinito, dove dodici gladiatori riflettono sul sintetico del Vertigo strepitii affascinanti, da far invidia a due giovani amanti. Che sia sotto il sole o la pioggia, lo spettacolo è garantito, tanto da essere invidiato persino dai campionati dei petrodollari. Al P.F.C. è consuetudine salutarsi educatamente prima di scendere nell’arena e sbroccare al fischio d’inizio. Le squadre non vengono formate con il classico “bim, bum, bam” (pari o dispari), ma vengono stabilite dal taciturno CATANZARO Giovanni, sempre imparziale, altrimenti non sarebbe il P.F.C. In questa occasione, il taciturno ha scelto BALDUCCI Pietro, TALPO Pietro, MARZARO Claudio, LONGHIN Lucio, LOMBARDI Gianluca e CATANZARO Giovanni. Lacciando ai Yellow_Man con FAGGIN Stefano, ASTOLFI Marco, LOPEZ Nicola, CECCHINATO Nicola, REJCO e PACCAGNELLA Matteo. Dopo i primi venti minuti di lamentele si passa a giocare il vero calcio champagne, che noi preferiamo chiamare Vin-Grinton.
Il segreto del successo nel P.F.C., poi diffuso in tutto il mondo dello sport, è che non bisogna mai giocare da soli, ma uniti. Prendi la mano. Se dai una ditata alla volta, fai niente. Ma se stringi tutte le dita insieme e colpisci di un colpo solo, otterrai un pugno, e lì sentirai la differenza. Nel P.F.C., non sempre vincono i più forti, i più abili tecnicamente, no, no; a volte possono vincere coloro che giocano con l’Omino. Non ho sbagliato a scrivere, ho proprio detto “omino” O-MI-NO. L’omino è quel qualcosa in più dentro di te, chiamalo come preferisci, che ti spinge a lottare e a dare il massimo, soprattutto nelle sfide contro avversari così forti da farti venir voglia di piangere (lacrime di coccodrillo). Ieri, l’omino era con noi, i Yellow-Man, come direbbero coloro che sanno scrivere bene. E abbiamo vinto.
I Yellow-Man partono con il piede pigiato sull’acceleratore, lo stesso fanno gli Orange_Man ma, con la marcia in folle.
In primis dobbiamo ringraziare il cuor di leone BALDUCCI Pietro, perché nel momento del bisogno si fa trovare pronto, anzi, presente! Tra i pali, respinge al mittente una miriade di bordate dalla lunga e corta distanza. Nell’arco dei 60 minuti, il possibile lo fa, l’impossibile cerca di farlo, per i miracoli si sta organizzando, da clonare. TALPO Pietro, soffre l’anarchia dei compagni, cerca di illuminare il gioco con i suoi assist millimetrici ma lì davanti c’è un trambusto di posizionamento da parte degli Orange-Man, la classe non è acqua comunque. LOMBARDI Gianluca, corre, corre e corre ma dove caxxo corre si chiedono i suoi compagni, ha il merito di contribuire solo in minima parte allo sfaldamento psicologico della sua squadra, è uno degli ultimi a candidarsi per una stanza a Villa dei tigli. Ma non è un gran merito. Si divora l’indivorabile. Abulico. MARZARO Claudio parte con il piede giusto, esibisce una finta che a quelli della NATO risulta abbia spostato persino l’asse terrestre, poi inizia a cannoneggiare da tutte le parti e solamente un paio di conclusioni hanno spettinato il nostro Fabien Barthez, poi insegue inspiegabilmente la via della castità, uno dotato come lui!?!? CATANZARO Giovanni è il regista occulto, estrae dal cilindro giocate di spessore ma si eclissano in area avversaria, ci mette stagioni e stagioni del suo curriculum sportivo ma non c’è nulla da fere, i compagni non comprendono la sua “poesia dei piedi” sembrano tutti sordomuti del calcio giocato, se esce dal campo a testa alta ma con 1 euro in meno (quello di CECCHINATO Nicola). LONGHIN Lucio, autore di una prestazione “estraordinaria” (by J. Altafini), eiacula calcio raffinato (per pochi intenditori), il bello è che non sfigura neppure come difensore centrale, ne sanno qualcosa CECCHINATO – PACCAGNELLA e REJKO, poi quando decide che è l’ora di scardinare la porta di Fabien Barthez, sigla reti con discese ardite come folate di vento condite da un’eleganza calcistica da immolare il Cigno di Utrecht (Marco Van Basten).
Sponda Yellow-Man, REJKO si dimostra fin dalle prime battute un giocatore moderno, dotato di ottima tecnica, buon fisico e doti non comuni di intelligenza tattica e tempismo. Mentre ASTOLFI Marco, in difesa vigila alla Franco Baresi, in attacco latita ma, superarlo tra le linee difensive è un’impresa titanica, sempre puntuale sugli anticipi e sul dettare i tempi della manovra, non segna ma fa sognare. LOPEZ Nicola alle 20:10 tutti dal rettangolo di gioco gli stavano dedicando un rosario stile P.F.C. (bip, bip, bip e bip, per intenderci) per il suo abominevole ritardo, con tutte le testate giornalistiche pronte a collegarsi in mondo visione, poi in campo si fa perdonare con una prova gagliarda ma, oramai la maledizione del P.F.C. era scesa su di lui e, dopo 15 minuti il ginocchio cede, con ASTOLFI Marco ha innalzato un muro invalicabile davanti al nostro “Fabien Barthez”. Eccolo! FAGGIN Stefano è stato il vero protagonista del match per i Yellow-Man ci ha messo pezze dappertutto persino sul telone della tensostruttura, un concentrato di reattività, senso di posizionamento e chirurgiche parate plastiche tanto da essere accompagnato da una continua standing ovation dai compagni e da un “go fuck” dagli avversari. Nel frattempo, CECCHINATO Nicola inorridito all’annuncio delle squadre in campo, si deve presto ricredere contagiato dall’impegno e dalla caparbietà dei compagni. Si pianta a trequarti campo dove spende i compiti in raid punitivi. Autore di buoni assist e di uno spettacolare gol nel momento topico del match. E prima dei titoli di coda di una serata stellare, spendiamo due parole per lui, PACCAGNELLA Matteo che in questa serata è in ogni dove, mulina le gambe con la frequenza della mano di un segaiolo quindicenne, in avanti è il solito ed indiscutibile rompicoglioni, lotta su tutte le palle, spinge, si sbraccia, si fa largo, ogni tanto prende anche il pallone, ma alla fine risulta il Man of the Match, con la sua tenacia e astuzia mette al tappetto gli avversari (ne sa qualcosa il buon LONGHIN Lucio). Inesauribile, rinato, perspicace, è il nostro R.C. preferito, sempre pronto a dare il massimo, l’Arabia Saudita ti aspetta a portafogli aperto.
Redatto da APPARTENENZA P.F.C.

LA GAZZA DEL P.F.C. > Addì 27 dicembre 2022, finalmente è arrivato il gran giorno, il big day direbbero oltre oceano. È la serata dove tutto il mondo del Calcio a 5, Calcio a 6, etc., etc., amatoriale si ferma per assistere all’evento dell’anno, e cioè all’assegnazione dello Scudetto 2022 del PACCA FOOTBALL CLUB. Siamo tutti elettrici come pali dell’alta tensione, alle 20:00, scalpitando ai bordi dell’Arena del glorioso Vertigo Sport Center. La posta in palio non ha prezzo per un vero sportivo, 3 fottutissimi punti. Riassumendo velocemente l’eventuale epilogo alla voce risultato finale: con una vittoria degli Yellow-Man si aggiudica lo Scudetto 2022 BALDUCCI PIETRO (comunque, sempre nel podio), con un successo degli Orange-Man il Tricolore prenderà la via di ROSSETTO GIANLUCA e se fosse un segno X lo Scudetto più ambito andrà al grande assente MENEGHETTI EROS. Incredibile ma, vero!

Ore 20:06 le formazioni vengono sancite, le casacche vengono indossate, lo spettacolo scende in campo, in poche parole si alza il sipario. La tensione si taglia con un coltello, neppure troppo affilato tanto è palpabile. Le sento chiaramente, le farfalle nello stomaco, io chiamo così quella sensazione di agitazione che ti prende e non ti lascia fino a quando lisci il primo pallone e non ti svegli. Solo in quel momento cominci a giocare, ve lo assicuro, chiedetelo al bomber di razza PACCAGNELLA MATTEO, che persino è svenuto a terra. Ovviamente non mancano, le loquaci polemiche sulle formazioni e gli episodi di nervosismo (ingrediente principale del P.F.C.). Irrilevante postilla, per la cronaca tutta la squadra degli Yellow-Man all’esame antidoping risulterà positiva (unica cosa di positivo per loro, ieri . . . ) con valori alterati che superano di 300 volte (più dei goal in carriera del PACCA) i limiti previsti dal regolamento interno. Parevano matti! In particolare, muscolatura di cristallo LOMBARDI GIANLUCA è emersa un’assunzione non trascurabile di cioccolato fondente ricoperto di senape e tic tac. E non c’è niente di peggio, garantito al limone. Non voglio sprecare fiumi di retorica per descrivere una partita indescrivibile e, allora ho deciso di dipingerla. Non sono matto! Ho detto dipingerla! E ho scelto come colori, il rosso vivo come il sangue profuso in quantità da ogni parte del corpo dallo Scudettato ROSSETTO GIANLUCA che con il passar dei minuti lottava in ogni centimetro del campo come un toro a Plaza de toros di Ronda, pur di realizzare il suo sogno, emblema di una vittoria strappata con i denti. Il nero che sposava perfettamente le espressioni scolpite nei visi dei due talenti del P.F.C. e cioè quella del picciriddu taciturno CATANZARO GIOVANNI e quella di chioma pazza LONGHIN LUCIO mentre prendevano la via degli spogliatoi, Vincent Van Gogh ne avrebbe fatto un capolavoro su tela. Del giallo splendente, come il sole che ti accarezza il viso di prima mattina, quella di BROGGIATO MIRKO per la doppietta da antologia calcistica, per quei due missili di massima precisone, da far invia al dittatore Nordcoreano Kim Jong-Un. Il bianco di LOMBARDI GIANLUCA come il colore della bandiera alzata dopo mezz’ora di gioco, che veniva accolta da CATANZARO GIOVANNI come il terzo segreto di Fátima svelato (la gnocca lo sta’ rovinando giorno, dopo giorno). Verde come la speranza che il 2023 dopo due secondi posti ed un terzo porti in dono all’uomo di legge BALDUCCI PIETRO lo scettro dell’Olimpo del Calcio! E poi quel rosso associato al nero che assieme danno vita ad un colore idilliaco, granitico, come la sua cintura di Karate di VII ° dan Shichidan, come la sua fede calcistica, come la sua tenacia esibita nel P.F.C., del Maestro CECCHINATO GIANCARLO! Ma non dimentichiamoci assolutamente di loro: ARENA ANTIMO, TALPO PIETRO, PROTO MASSIMO, PACCAGNELLA MATTEO e CECCHINATO NICOLA che hanno dipinto l’aria che si respirava nell’Arena del Vertigo Sport Center dei colori dell’arcobaleno, perché in loro è racchiusa l’essenza del calcio giocato. Ora, ripongo il pennello e, impugno la penna stilografica, è l’ora del Terzo Tempo!

È proprio vero, noi siamo quello che sforniamo con il cuore attorno ad una tavola imbandita! E qui il P.F.C. è memorabile, encomiabile, un modello da esportare in tutti gli angoli del mondo. Attorno alla sua tavola si chiede persino il permesso per prendere la parola: “Posso parlare? Posso parlare? . . “ e poi finalmente parla lui, il picciriddu taciturno CATANZARO GIOVANNI la bibbia dei settori giovanili, chiedetelo al bambino Sergio (che poi non è il suo vero nome, ma . . . ). Mentre lo Scudettato ROSSETTO GIANLUCA si gode il suo Trofeo con le lacrime agli occhi, le pietanze affluiscono copiose sia dalla fascia destra che dalla quella sinistra della tavolata, passando sotto il giudizio inappellabile di Chef Stellati, anzi pluristellati, come lo Chef EZI, lo Chef BENIAMINO e lo Chef MARIETTO, non ci facciamo mancare proprio nulla, noi del P.F.C.! Tra fiumi di Prosecco DOC gentilmente offerto dalla Cantina Vinicola by MARZARO CLAUDIO, prendeva vita un continuo remember del P.F.C. ma, devotamente palesato sempre dal solito “Posso parlare? Posso parlare?…”, voi non ci crederete ma LOMBARDI GIANLUCA ha preso la parola per quasi 55 secondi un record storico nel P.F.C. il tutto mentre stava parlando nientepopodimeno che lui, il picciriddu taciturno. In quei 55 secondi minuti ce stata una breve interruzione di circa 50 secondi per la classica olà all’entrata del dolce (‘na teia de tiramisù) offerto dall’uomo che si dimentica addirittura di aggiornare correttamente i goal nella classifica marcatori al grande PACCA (ma questa è una legenda metropolitana), CECCHINATO NICOLA. Mentre la serata scivolava via tra una discussione e l’altra,  qualcuno ha voluto dare una spiegazione plausibile alle varie assenze dell’annata 2022 sul terreno di gioco dell’uomo della provvidenza FAGGIN STEFANO (queo dei traslochi per intenderci) evidenziando che si è addossato umilmente l’onore di andare per il mondo a proclamare il Vangelo Calcistico secondo il P.F.C. è arrivato persino in Grecia, Sudamerica, si pensi che i vicini di casa lo chiamano il Messia del P.F.C. Poi ad un certo momento è successa la cosa più clamorosa il PACCA è riuscito a prendere la parola, sì, sì, ovviamente sempre passando per il “Posso parlare? Posso parlare? . . “con la mano alzata oramai atrofizzata ma, ne è valsa la pena da qui la serata si è impennata, le barzellette narrate venivano sfornate con una maestria teatrale (che non ha nulla a che vedere con quella pseudo maestria quando cade a terra in campo) da far ridere a crepapelle tutti i presenti, persino interlocutrice con cui si messaggiava (di nascosto) il capocannoniere LOMBARDI GIANLUCA. PACCA da quella sera è divenuto per tutti il Messia delle barzellette (ma quanti cxxxo di Messia ci sono nel P.F.C.?)! Si pensi solo che a fine serata CATANZARO GIOVANNI (il picciriddu taciturno) mentre si stavano recando alla macchina gli si è avvicinato e gli ha sussurrato “Mi piacerebbe averti nella mia squadra, sei veramente forte”. PACCAGNELLA MATTEO con le lacrime agli occhi gli ha esclamato: “Veramente? E in che ruolo mi faresti giocare?” CATANZARO GIOVANNI sbigottito gli ha risposto: “No, no mi hai frainteso “ragazzo”, mi andresti bene a raccontare le barzellette in spogliatoio, in modo da tirare su il morale ai tuoi compagni!” Un silenzio tombale è sceso sul parcheggio ma, il buon CATANZARO GIOVANNI capendo di essere stato troppo crudo (ma realista) ha aggiunto “Il calcio giocato è un’altra cosa, però ti do la mia parola che ti farò avere una bella Fascetta da Capitano! Cosa ne pensi?” Il PACCAGNELLA MATTEO mentre si asciugava le lacrime dalle guance gli ha risposto: “Lasciami dormirci sopra una notte” . . . to be continue! Questo è il  PACCA FOOTBALL CLUB l’ombelico dell’amicizia sempre e comunque!

LA GAZZA DEL P.F.C. > Addì 29 novembre 2022, Questi sono i cinque nomi che se la giocheranno da qui al fatidico martedì 27 dicembre! ROSSETTO GIANLUCA, MENEGHETTI EROS, BALDUCCI PIETRO, CATANZARO GIOVANNI e TALPO PIERO, in palio c’è il TRICOLORE più ambito nel mondo dello sport amatoriale. Per tutti gli altri è giunta l’ora di dedicarsi all’addobbo dell’albero di Natale!

Se martedì 29 fosse stato presente come il quel profetico 25 giugno 1876 il mitico Generale Custer (CATANZARO GIOVANNI) la narrerebbe così:
“Per mille Winchester”! Era dai tempi di Little Big Horn che le mie vecchie pupille non vedevano un simile assedio. Proprio come allora, quando i maledetti musi rossi (Orange-Man) ci strinsero in una morsa e ci sterminarono uno ad uno a suon di goal! L’unica differenza è che noi del 7º Cavalleggeri (Yellow-Man) eravamo in netta minoranza: uno contro dieci. Ma qui al Vertigo Sport Center le forze mi parevano alla pari, e ci ho messo un po’ a capire il perché di tanta disparità: l’arma, una specie di palla di cannone bianca (pallone), era sempre tra i piedi degli Orange-Man. Essi se la scambiavano velocemente e con eleganza dettata dal loro capo Toro Seduto (PACCAGNELLA MATTEO) per poi infilzarla in una specie di rete nel nostro campo di battaglia.
“Per mille Smith & Wesson”, che emozioni! Da una parte (Orange-Man) una carica bestiale, quasi sovrumana, un’esibizione di furia e potenza. Dall’altra (Yellow-Man) una difesa passiva, disperata, strenua e commovente per quanto vana. Sei cavalleggeri uniti a protezione del loro Generale, l’unico con i guanti bianchi (per classe e genio), pronti a sacrificare finanche le virili palle bianche (palloni) non lo piegassero. Nella grinta dei back BROGGIATO MIRKO e BUSSOLI CRISTIANO, prossimi al congedo, costretti ad inseguire aitanti guerrieri di vent’anni più giovani (LOMBARDI GIANLUCA e ROSSETTO GIANLUCA), ho rivisto l’attendente Mulligan (BALDUCCI PIETRO) irto di frecce come un puntaspilli ma caduto solo dopo che gli fu dato il permesso di soccombere. Nel coraggio degli avanti (LUCIO LONGHIN & TALPO PIERO), che ingaggiavano furiosi corpo a corpo in un centrocampo da subito in mano al nemico (Orange-Man), ho rivisto il mio caporale Jackson (BROGGIATO MIRKO), passato parte a parte da una lancia eppure capace di sventolare la gloriosa bandiera del Settimo (Yellow-Man). Nella testa bassa e ciondolante di alcuni miei uomini, perennemente avulsi dalla manovra ma, soprattutto nel lamento affannato del combattente LONGHIN LUCUIO, ho risentito con un brivido lungo la schiena del tenente Frendbill (TALPO PIERO) che, colpito a morte, mi sussurrava: “Questa non è una battaglia, questo è un massacro” Generale (CATANZARO GIOVANI).

Il Generale Custer probabilmente ha fatto ed è la storia del P.F.C. ma, una cosa è certa, ieri sera sei guerrieri leggendari (Orange-Man), guidati da Toro Seduto (PACCAGNELLA MATTEO) spalleggiato da dei pelleorange granatici come ARENA ANTIMO, MENEGHETTI EROS, PROTO MASSIMO, LOMBARDI GIANLUCA e ROSSETTO GIANLUCA hanno travolto lo zoccolo duro del P.F.C.

Sono le 21:05 quando riecheggiano le ultime eco di una battaglia a senso unico. La nemesi sportiva è compiuta! Amen.

Buona vita a tutti!

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LA GAZZA DEL P.F.C. > Addì 4 ottobre 2022, udite, udite nel palcoscenico più amato dagli estimatori del calcio a 5 o 6 giocato, torna a calpestare il rettangolo di gioco “de coore verde sbiadio” nell’Arena del Vertigo nientepopodimeno che Beniamino Neri, una icona indelebile del P.F.C. una saracinesca tra i pali, un’istituzione al “Tintero”. Ma ahinoi, nel frattempo, continuano ad essere ricercati da “Chi l’ha visto?” Le altre icone del P.F.C., Matteo Paccagnella, Daniele Tossut, Mauro Gelo, Benny (il Presidente), Oba, Marietto (la peste), mentre tutti si chiedono che cxxxx ci va fare in Grecia uno come Dente, quando il mondo intero sa che il P.F.C. c’è solo in Italia e più precisamente in quel del Vertigo Sport Center in via Ristori, 39 a Padova! Mah, misteri principali della fede calcistica mistica. Ora passiamo al calcio a 6 giocato! La partita è iniziata con il solito ritardo oramai cronico da decenni. Purtroppo, i Capitani (i due battistrada dell’attuale classifica Talpo Pietro e Rossetto Gianluca) hanno marinato il salomonico Bim Bum Bam (tre levrieri e un fagian. . .) tant’è che la procura Federale del P.F.C. ha dovuto aprire un fascicolo per capirne le motivazioni. E chi secondo voi poteva mai comporre le squadre? Ovviamente lui! L’imparzialissimo Catanzaro Giovanni (che assieme ad Ezi formano la gang del Gatto e la Volpe nel P.F.C.) tuttavia la kermesse del P.F.C. ha preso vita e forma a mo’ stile Pablo Picasso, indefinibile e astratta. Ed anche in questa partita pirotecnica ha vinto chi ha segnato di più e ha perso chi ha segnato di meno, strano ma, vero! Vincono gli Yellow-Man per 7 a 4, gli anglosassoni direbbero: liar result mentre i Veneti: risultato busiaro) sugli Orange-Man, malgrado abbiano palesato un gioco sensibilmente più creativo e a tratti spettacolare. Mentre i Yellow-Man hanno sfoderato un cinismo da faine affamate di punti, strappando dalle mani (piedi) i 3 punti degli Orange-Man. Spalleggiati da un Catanzaro Giovanni (il tipo che ha fatto le squadre) si sono costruiti una vittoria all’ombra della Procura Federale. Da evidenziare che tra i pali il taumaturgo Balducci Pietro si è trasformato nell’uomo (portiere) dei miracoli, parando con qualsiasi parte del corpo (soprattutto il volto) tutto ciò che gli veniva tirato addosso, le stimmate apparse sul volto a fine match confermano la parola “taumaturgo”. Non è stato da meno il suo dirimpettaio Beniamino Neri che ha esibito il suo repertorio migliore “I am a wall”, un portiere da clonare, immediatamente! Poi lo spettacolo quello che contraddistingue il P.F.C. da tutti gli altri gruppi sportivi si è trasferito nella cornice dell’El Tintero e qui sono venuti fuori i veri fuoriclasse della tavola (quei coe gambe soto ea toea) inenarrabile nero su bianco l’amicizia che si racchiude in quel 5 metri (la stessa distanza dei calci d’angolo e punizioni?) di tavola imbandita e che se portassero come disciplina alle Olimpiadi saremmo da Oro Olimpico!

TALPO PIETRO (38) Ci mette anima&core per raddrizzare il match in più riprese, le sue giocate sono sempre dettate da un’intelligenza calcistica sopraffine ma i suoi assist finisco in un limbo, il classico “ci vado io o ci vai tu?” Con la palla tra i piedi diventa emblematico in mezzo al campo, latita in fase difensiva e la squadra ne risente, segna e fa segnare. E pensare che questa volta aveva trovato parcheggio anzitempo. Ora un ex ferroviere in pensione da 20 anni e un avvocato con il volto tumefatto gli sono venuti a bussare alla porta della leadership e, da qui al 31 dicembre mancano ancora 12 match infuocati. . . to be continue!

CATANZARO GIOVANNI (34) Dopo aver(si) fatto le squadre, sale subito in cattedra distribuendo palloni a destra e a manca con una precisione millimetrica da far invidia ad un esperto di balistica. Segna una tripletta con dei missili aria-terra da lasciar a bocca aperta il dittatore nordcoreano Kim Jong-Un. Segna una tripletta che profuma di leadership. La classe persiste un po’ meno la vista, la miopia sugli out, corner, mani, spinte, falli non gli consente di mettere a fuoco il colore pro-Yellow ma, per i colori pro-Orange ci vede come un’aquila, i miracoli del P.F.C., Santa Lucia sia fatta la tua volontà. Man Of The Match in campo! Man Of the Table al El Tintero! Ce lo abbiamo solo noi!

BALDUCCI PIETRO (34) La sua è la madre di tutte le partite, si immola tra i pali come Padre Pio tra i fedeli, fa scudo con il suo granitico corpo su tutti i palloni che gli indirizzano i cecchini avversari. A tratti dell’incontro sembra subire una lapidazione di palloni dalle bordate calciategli dagli Orange-Man ma lui ci mette il corpo dappertutto, specialmente il volto, facendo recitare il “rosario” agli avversari. Al triplice fischio finale viene portato in trionfo, mentre lui urla al cielo con il volto tumefatto “Adrianaaa! Adrianaaa dov’è il portafogli che devo pagare l’ora!” Quadretto da libro “Cuore” o Rocky? Ma quel che conta è che ora è a -4 dalla vetta più ambita nello sport!

PROTO MASSIMO (33) Eccolo! Quatto, quatto, risale la china della classifica con la sua impeccabile classe da uomo di campo! Con i suoi piedi fatati sforna assist ai compagni del reparto offensivo che potrebbero stopparli anche ad occhi chiusi, vista la precisione con cui sono calciati. In difesa oramai è un’istituzione con la sua esperienza gli basta un’occhiata, una giocata, una spintina e la propria porta è sempre ben difesa. Il suo goletto sornione lo immatricola ad ogni match giocato. Il difensore che tutti club vorrebbero avere nel presidiare il loro reparto difensivo.

ROSSETTO GIANLUCA (32) Parte con il freno a mano tirato, quel mal di linguine (ha rotto il cxxxx) lo blocca mentalmente, agonisticamente, psicologicamente, sportivamente, etc. etc. Non viene servito a dovere dai suoi compagni di reparto ma d’altronde lì davanti non c’è mai e nel momento propizio c’è quando il pallone è già stato spedito (in faccia) a Balducci. Corre e corre su e giù per il campo, lotta e lotta su e giù per il campo, gioca e gioca su e giù per il campo e poi perde! Mah, misteri principali della fede calcistica mistica.

MENEGHETTI EROS (30) El Paron dea fascia (Cit. Nereo Rocco). Li lasciano fare la cosa che le riesce meglio, presidiare la sua fascia, ed ecco, i 3 punti sono serviti! Lotta come un pitbull in ogni centimetro quadrato del rettangolo di gioco “de coore verde sbiadio”, si invola in fascia come un piccolo Gustavo Thoeni tra i paletti, sfiorando in più occasioni la realizzazione personale ma, davanti a lui c’è un certo Beniamino Neri. A tratti indispensabile nel reggere l’urto offensivo Orange-Man, sbroglia ogni situazione a far suo, picchia come un picchio e punge come un pungitopo.

PACCAGNELLA MATTEO (29) fermo ai box del P.F.C. “Da quando Pacca non gioca più, non è più martedì!”

LOMBARDI GIANLUCA (25) È per tutto il match una spina (r.c.) nel fianco degli Orange-Man soprattutto per il baluardo difensivo Giancarlo Cecchinato. Sguiscia come un’anguilla di Anguillara per tutto il campo, a tratti inafferrabile (bisognerebbe sparargli). Spadroneggia nella ¾ avversaria con la palla tra i piedi come ai vecchi tempi (10 anni fa). Su 55 minuti giocati verrà richiamato per 54 minuti dal suo mentore in arte Catanga con parole mielate come la resina sugli alberi. Sigla una doppietta, ma il suo bottino potrebbe essere più cospicuo se fosse un po’ più cinico (vedi il suo mentore Catanga).

ARENA ANTIMO (22) Parte un po’ attapirato, per le poche palle che gli arrivano tra i piedi ma, quando gli arrivano sembrano i suoi piedi attapirati con lui. Poi il buon Gianca lo tranquillizza creandogli un’autostima da Rocky Balboa e lui ricambia con una doppietta d’antologia calcistica (sopraffine). Quando inizia a giocare concentrato e da lì che gli Orange-Man diventano imprevedibili per gli avversari il tutto diventa “vietato ai deboli di cuore”! Combattivo e stoico in più riprese.

CECCHINATO NICOLA (17) Viene o non viene?!? Ci sarà o non ci sarà?!? Gioca o non gioca?!? È una giornata in continua evoluzione come una luce ad intermittenza. Il tutto si riflette sul rettangolo di gioco “de coore verde sbiadio”, come quei neon vecchi e vetusti del passato che illuminavano a singhiozzo i tunnel. Malgrado la stanchezza psico-fisica regala qualche giocata che vale tutto il prezzo del biglietto. Ma non è in serata e non riesce a sbrogliarsi dai piedi furbacchioni e le mani machiavelliche dei suoi diretti marcatori: Proto – Meneghetti – Longhin! Non segna ma fa segnare! Non vince ma fa spettacolo! Non perde ma perde! Mah, misteri principali della fede calcistica mistica.

MAURIZIO FILIPPO (14) fermo ai box del P.F.C.

CECCHINATO GIANCARLO (13) È l’unico Orange-Man che regge la difesa, assieme a Beniamino Neri, fanno il possibile a tratti l’impossibile (i miracoli li fa solo Balducci Pietro) per tenere a gala la squadra da una eventuale ecatombe di reti subite. Anticipa gli avversari, conquista palloni a iosa, smista gioco in tutti i dove del campo, incoraggia i compagni a non mollare! Un mito! Ma ahimè anche il Re Leonida è dovuto soccombere. Questa è Sparta! A no, questo è il P.F.C.!

MARZARO CLAUDIO (11) fermo ai box del P.F.C. Lascia in lacrime Catanzaro Giovanni.

LONGHIN LUCIO (10) La classe non è acqua! Tra i pali gioca la sua degna porzione di partita. Ma è lì fuori in mezzo all’arena che diventa un puro giocatore da P.F.C. Doti di palleggio eccellenti, incontrista d’altri tempi, graffiante ma stavolta per nulla sguaiato, cerca il goal per tutti i minuti giocati e lo trova sul triplice fischio finale (opportunista o miracolato?). Sta forse cominciando la metamorfosi, da bruco a farfalla, che tutti aspettavamo? Vedremo se metterà le ali . . . le supporter hanno già in mano i reggiseni pronte a lanciarglieli in campo.

ALESSANDRI PAOLO (9) fermo ai box del P.F.C.

FIOROTTO MARCO (8) fermo ai box del P.F.C.

CRIVELLARI MASSIMILIANO (7) fermo ai box del P.F.C.

PESCE GERRY (7) fermo ai box del P.F.C.

FAGGIN STEFANO (6) fermo ai box del P.F.C. Ma dove seo ‘nda finire quea bruta schicciona!

MONTEFORTE MARIO (5) fermo ai box del P.F.C.

PANICO SALVATORE (4) fermo ai box del P.F.C.

NERI BENIAMINO (3) Dopo mesi e mesi di assenza risorge sul rettangolo di gioco “de coore verde sbiadio”, come la Fenice! Semplicemente monumentale, le pare tutte (le parabili). Viene bombardato da tutte le direzioni come se in campo si stesse giocando con quattro o cinque palloni nella stessa partita. Ma Super-Beniamino poco interessava, lui è lì a compiere il suo dovere. Onorando con merito il suo più che mai azzeccato “nickname”, The Wall! Ha gettato veramente il cuore in campo (a proposito l’AIDO ringrazia sentitamente).

VALSO STEFANO (3) fermo ai box del P.F.C.

BROGGIATO MIRKO (1) fermo ai box del P.F.C.

FIOROTTO FABRIZIO (1) fermo ai box del P.F.C.

Buona vita a tutti!

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LA GAZZA DEL P.F.C. > Addì 27 settembre 2022, mentre l’Italia politicamente vira a destra con il 35% di astenuti, l’Italia sportiva punta dritta all’apologia del P.F.C. e soprattutto con nessun astenuto! Si alza il sipario con le compagini ben assortite, i soliti irriducibili tifosi possono lustrarsi gli occhi con il rientro delle pedine storiche del P.F.C. ma, nello stesso tempo sono rattristati da questa cronica latitanza di nomi altisonanti come Pacca, Dente, Marietto, Beniamino, Tossut, etc. Fatta la doverosa premessa, veniamo alla fredda cronaca della partita, che segue, per la maggior parte del tempo giocato sui binari della sostanziale sportività, ad ogni rimessa laterale non c’è mai bisogno di polemizzare per chi deve batterla, ad ogni fallo di gioco entrambi i giocatori coinvolti fanno il mea culpa autoaccusandosi per il presunto fallo commesso, ma soprattutto non c’è mai bisogno di chiedere se qualcuno ha toccato inavvertitamente il pallone con la mano (galeotta) in aerea o in mezzo al campo per ovvi motivi di spirito sportivo, lealtà e correttezza ingredienti encomiabili nel P.F.C. Un 7 a 6 terminato come sempre senza nessuna polemica, dove i gladiatori nell’Arena (che non ha nulla a che vedere con Antimo) s’erano dati a competer con loro di sfoggi e di magnificenza calcistica d’altri tempi. L’equilibrio viene rotto per alterne tipologie di gioco degli sconfitti alimentate da disattenzioni difensive e alcune unilaterali decisioni dai caratteri di assoluto trambusto tattico (vedessi il gioco palesato attualmente dalla Juventus) che dettavano l’inevitabile epilogo di una sfida maschia, combattuta e soprattutto equilibrata, dove al triplice fischio finale nel P.F.C. chi vince non perde e chi perde pensa di aver pareggiato.

TALPO PIETRO (38) Ottimo rientro del leader della classifica (quello con lo scudetto al petto per intenderci), che sforna una prova senza sbavature, attenta, ed intelligente tatticamente, trova sempre l’imbeccata più congeniale per i suoi compagni in qualsiasi posizione siano lì davanti. Importa sul rettangolo di gioco buone coperture in fase difensiva e buoni interventi a presidio della ¾ avversaria. L’unica cosa che non gli riesce è dove parcheggiare l’autovettura. Per tutto il resto la classifica parla da sola.

ROSSETTO GIANLUCA (32) In attacco alterna sprechi pantagruelici a raffinatezze inaspettate, come sempre si fa apprezzare come incontrista e non lesina il fiato. Danneggiato psicologicamente e moralmente dalla sua stessa prima scelta nel Bim Bum Bam (tre levrieri e un fagian. . .) che gli evidenzia per tutti i 60 minuti giocati che la squadra da lui costruita mancava di concretezza a centrocampo (non aveva scelto il suo Ezi). Pur di non sentirlo ad un certo punto della gara si è rifugiato, udite, udite: tra i pali (incredibile per un bomber come lui). E a questo punto per l’uomo che trasforma ogni tiro in un quasi goal con il passar dei minuti si è materializzato il più classico dei Black- Tuesday. Nel frattempo, Talpo ringrazia e dal finestrino della sua macchina parcheggia “in …. de so mare” (località balneare Veneta) lo saluta con un +6 di vantaggio.

CATANZARO GIOVANNI (31) Dopo la scelta delle squadre tra i due “leaders in the standing” Talpo (1°) vs Rossetto (2°) dettata dal salomonico Bim Bum Bam (tre levrieri e un fagian. . .) ci sono voluti 59 minuti dei 60 giocati perché si ammansisse verso il suo Capitano Rossetto. Nel match è dappertutto, corre, si danna l’anima (e anche qualcos’altro “bip”), segna una doppietta diventando a tutti gli effetti il secondo goleador più prolifico del P.F. C. 2022. È capace da solo di ridare morale e lustro agli Orange-Man (tranne al suo Capitano), dopo il passivo iniziale di 1 a 5! Recupera il bandolo e soprattutto le tonsille dal terreno per il continuo sbraitare in mezzo al campo e, piano piano guida i suoi discepoli ad un passo dal miracolo sotto il segno X. Ma, ahinoi nel P.F.C. i miracoli non si pongono in essere. Vale comunque il prezzo del biglietto!

BALDUCCI PIETRO (31) Gran disturbatore (silenzioso) delle trame offensive avversarie, non si tira mai indietro; la sua proverbiale attenzione gli consente di non abboccare mai alle finte e controfinte dei pur talentuosi Orange-Man, sbrogliando intricate situazioni sotto porta. Cerca anche il goal ma lui predilige solo eurogol. Classica pedina insostituibile per qualsiasi squadra formata nel P.F.C., è un tutto-fare! Solido e concreto sia in mezzo all’Arena o tra i pali.

PROTO MASSIMO (30) La partita perfetta! Non sbaglia nulla per tutti i 60 minuti giocati, imbecca millimetricamente Cecchigol come se avesse un joystick nei piedi. Generoso, applicato, diligente, estro e finezza tutto racchiuso in un unico giocatore. Uno dei rarissimi difensori che invece di confezionare falli li incassa machiavellicamente ma, d’altronde ragazzi, stiamo parlando di Massimo Proto la crema dei difensori Made in Italy, Inter nos Rossetto, impara l’arte e mettila da parte! Graffiante ma stavolta per nulla sguaiato.  

PACCAGNELLA MATTEO (29) fermo ai box del P.F.C.

MENEGHETTI EROS (27) Meno dirompente del solito, interpreta la partita in sintonia con la squadra, sacrificandosi tra i pali quando è plasmato a contenere l’estro degli avversari, sradicando decine di palloni dai loro piedi.  Sempre ostico, sempre pronto a metterci la gamba, rende la vita difficile a chi passa dalle sue parti, rivelandosi determinante in quel sacro santo ruolo. Fondamentale se utilizzato intelligentemente (Cit. di Gerry).

ARENA ANTIMO (22) Animato dall’immancabile spirito da Braveheart, si fa trovare pronto in ogni zona del campo ma non è mai servito a dovere. Regala una prova grinta e sostanza, ritagliandosi una porzione di campo e la coltiva da par suo (bellissimi i gerani) senza lasciare nulla al caso. Soffre una squadra imbottita di pivot quando basterebbe solo lui li davanti, d’altronde, nel suo DNA c’è marchiato in caratteri cubitali “bomber purosangue”, stagioni e stagioni palesate nel P.F.C. lo hanno dimostrato a suon di goal!

LOMBARDI GIANLUCA (22) Non decolla! Non gli riesce ad esprimersi ai suoi livelli, ultimamente i paparazzi lo hanno immortalato fare vita mondana e farfallona fino a notte inoltrata. Imbrigliato nelle strette maglie della tattica Yellow-Man e ancorato ad un ruolo che non sente suo, perde di botto le sue doti da cecchino d’area. Rimane ancora il capocannoniere del P.F.C. con 36 centri, ma molti Direttori Sportivi stanno virando (no verso destra) ma verso Catanzaro (no Sud Italia). Il nostro Bomber nostrano non gonfia la rete dal solleone, in crisi d’identità un po’ come un certo Giggino Di Maio.

CECCHINATO NICOLA (17) il nostro Cecchigol, detta i tempi con la precisone di un metronomo. Imprendibile sulla fascia, sbroglia anche qualche intricata situazione nella retrovia già ottimamente presidiata da un quartetto di colossi invalicabili: Balducci, Longhin Marzaro e Proto detta la linea Maginot o meglio ancora, la ProMaLoBa (vediamo che ci arriva a capirla)! Segna un poker di reti da copyright e sforna tre assist dove c’era scritto “basta spingerlo dentro” (il pallone!). Ma udite! Udite! Ora sono -12 lunghezze dal suo idolo da figurine Panini (e mortandea coi pistacchi)!

MAURIZIO FILIPPO (14) fermo ai box del P.F.C.

CECCHINATO GIANCARLO (13) fermo ai box del P.F.C.

MARZARO CLAUDIO (11) un leone in gabbia liberato alle ore 20:05! Indomabile a centrocampo! Il timore di pagare il fio previsto in questi casi per l’evidente ritardo sul rettangolo di gioco, ne ha aumentato la rabbia agonistica, schiumava cattiveria da tutti i bulbi dei capelli! Corre, incita, segna, sforna assist con splendide incornate, puntuale (ed è già notizia). Alle ore 21:01 fomenta i ragazzi dell’ora seguente ad invadere il campo, un vero esempio per i compagni e per quel 35% di astenuti al voto! Catanzaro a fine match con gli occhi lucidi gli ha sussurrato “potevamo vincere assieme”, per caso sei parente di Calhanoglu?

ALESSANDRI PAOLO (9) fermo ai box del P.F.C.

FIOROTTO MARCO (8) fermo ai box del P.F.C.

CRIVELLARI MASSIMILIANO (7) fermo ai box del P.F.C.

PESCE GERRY (7) fermo ai box del P.F.C.

LONGHIN LUCIO (7) il redivivo stupisce tutti ancora (oltre per la bellissima maglia da gioco), estraendo dal cilindro un’altra prova tutta sostanza e niente fronzoli. Apprezzabile la dedizione, l’impegno, la proposizione e le idee, vedessi l’assist uno-due con Cecchigol, da standing ovation. Fisicamente prestante, in avanti risponde sempre presente, in difesa ruggisce mettendoci la zampa artigliata in ogni dove. Segna e fa segnare! Sta entrando in clima P.F.C., unico neo, gli out regalati agli avversari, il P.F.C. non è una onlus!  

FAGGIN STEFANO (6) fermo ai box del P.F.C.

MONTEFORTE MARIO (5) fermo ai box del P.F.C.

PANICO SALVATORE (4) fermo ai box del P.F.C.

NERI BENIAMINO (3) fermo ai box del P.F.C.

VALSO STEFANO (3) Realizza 4 perle d’antologia calcistica, tecnicamente valido, atleticamente preparato, ma, manca di esperienza di come si deve interpretare un match nel P.F.C. in 60 minuti giocati (se Ezi arriva in orario), dategli tempo e diverrà una volpe famelica del P.F.C., vero Catanga e Ezi?

BROGGIATO MIRKO (1) fermo ai box del P.F.C.

FIOROTTO FABRIZIO (1) fermo ai box del P.F.C.

Buona vita a tutti!

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LA GAZZA DEL P.F.C. > Addì 20 settembre 2022, si apre con una protesta organizzata dai tifosi del P.F.C. che all’unanimità decidono di ritardare l’ingresso sugli spalti di 15 minuti dopo il fischio d’inizio. Il portavoce degli ultrà, il famigerato Toni dea simia ha dichiarato alle varie testate giornalistiche presenti in loco, che la protesta è scaturita dopo aver saputo dai media che ben 3 dei Top Player dei primi 5 dell’attuale classifica (TALPO PIERO, CATANZARO GIOVANNI e PACCAGNELLA MATTEO) avevano dato forfait. Da come si può leggere, anche il P.F.C. non sta attraversando un idillico momento, oltre al nostro Governo. La partita è terminata con un equo e salomonico pareggio, con dei risolti machiavellici perché il tutto si tramutasse in un segno X. Inevitabile prologo di un’ora di gioco di altissimo livello tecnico-agonistico che ha tenuto sulle spine tutti gli spettatori presenti. Tifosi che non si sono risparmiati dopo la perentisi della contestazione, nell’incitare i propri beniamini con cori a squarciagola. Si è persino vista la hola sugli spalti, e dulcis in fundo sul 7 a 7 tutti i presenti hanno intonato l’inno del P.F.C.  nientepopodimeno che “Se el mare fosse de tocio, e i monti de polenta, o mamma che tociade”, da pelle d’oca , we are P.F.C.!

TALPO PIETRO (35) fermo ai box del P.F.C.

ROSSETTO GIANLUCA (32) Il funambolo del P.F.C. macina chilometri su chilometri formando un solco nelle fasce (forse sarà per questo che ci hanno aumentato la quota). Partita memorabile per anima&cuore gettato sul rettangolo di gioco per tutti i 60 minuti e giovati ai suoi compagni come un boccale di birra ghiacciato a ferragosto. È una scheggia impazzita incontrollabile, porta palla con maestria e crea gioco in abbondanza. È attualmente il giocatore Top Player del P.F.C. ma quel dolore cronico alla gamba mette molta indecisione sul da farsi a molti Club Europei in prossimità dell’apertura della sessione di mercato. In attesa di un contratto faraonico, nel frattempo lui sgancia 6 € sudatissimi ad ogni triplice fischio finale, we are P.F.C.

CATANZARO GIOVANNI (31) fermo ai box del P.F.C.

PACCAGNELLA MATTEO (29) fermo ai box del P.F.C.

BALDUCCI PIETRO (28) Impeccabile come terzino sinistro o destro qualsivoglia, non ci pensa due volte quando è il momento di spingere sull’acceleratore sulle fasce. Nel suo DNA c’è intelligenza tattica e tempestività d’azione (remember Sandro Mazzola), si sovrappone all’azione mettendo in più riprese alle corde la difesa degli Yellow-Man. Peccato solo che non ci abbia regalato quei goal da antologia calcistica, di cui il suo curriculum sportivo ne è pieno. Tra i pali ricorda Samir Handanovič, sì, ma ai tempi dell’Udinese!

 PROTO MASSIMO (27) Consueta buona prestazione in difesa. Nota di merito per la fermezza con cui ha tenuto la posizione anche quando tutti salivano a cercare la via del goal d’altronde è della classe di Beppe Bergomi (o giù per lì) ma il piede per i lanci rimane sempre quello dell’infallibile Álvaro Recoba. Il punto guadagnato dagli Yellow-Man ha fondamenta solide grazie al suo posizionamento e determinazione in fase difensiva.

MENEGHETTI EROS (27) Eccolo! Ancora incazzato per il furto Partenopeo in quel della Scala del Calcio. Si trasforma in un pitbull nella sua fascia di appartenenza. Giocatori quotati come Rossetto, Arena e Cecchigol non riescono a sfondare dalle sue parti. Sradica palloni dai piedi dagli avversari come se raccogliesse margherite in un prato a primavera per poi sfornare assist millimetrici al suo reparto offensivo. Un exploit senza precedenti in quel dell’Arena del Vertigo!

LOMBARDI GIANLUCA (22) fermo ai box del P.F.C.

ARENA ANTIMO (22) Dopo le sue ultime prestazioni nell’Arena del Vertigo le sue quotazioni sul mercato hanno raggiunto i livelli di Catanzaro, Pesce (Gerry) e Rossetto! Diventa con il passar dei minuti un valore aggiunto per i suoi compagni, il tutto ceterizzato da una prova gagliarda condita da assist e reti che hanno tenuto sempre in partita i propri compagni. Ma anche lui, in attesa di un contratto faraonico, estrae dal suo portafogli la bellezza di 6 € sudatissimi ad ogni triplice fischio finale, we are P.F.C.   

CECCHINATO NICOLA (14) Alla notizia che il suo idolo non scenderà in campo viene invaso da una nostalgia (canaglia) inarabile ma poi la medicina è sempre quella, i 3 punti e l’obiettivo Number One di accorciare le distanze in classifica (ora sono -15 lunghezze) e su questi postulati gli riesce tutto e regala ai tifosi ed avversari una prestazione superba, incorniciata da 3 goal, emula Gerry (quello del San Gennaro Club per intenderci) ostentando sicurezza dei propri mezzi e cinismo, in certe occasioni un po’ troppo a discapito dei compagni, sotto il segno del “Vaffà”!

MAURIZIO FILIPPO (14) fermo ai box del P.F.C.

CECCHINATO GIANCARLO (13) Emblematico in mezzo alla difesa d’altronde è un devotissimo dello stellare Franco Baresi. Micidiale con il suo esterno a fil di spada (brevettato ®), riprende il fratello (Cecchigol) in più riprese per il suo egoismo (sacro santo) nella trequarti avversaria, indispettisce il suo amicone di sempre (Ezi dai capelli trasparenti) per un mani da var, tiene sempre su di giri la squadra, lotta in ogni centimetro quadrato del rettangolo di gioco. Che dire? Tutto nella norma è il classico giocatore da P.F.C., we are P.F.C.!  

ALESSANDRI PAOLO (9) fermo ai box del P.F.C.

MARZARO CLAUDIO (8) Il suo procuratore (daea nana sotto el saeon) ci aveva assicurato che era un giocatore con le caratteriste ineguagliabili per il gioco palesato dal P.F.C., dategli il tempo di adattarsi e vedrete! È parola data, fu!  Ezi nel gioco aereo è stato monumentale, ogni pallone a qualsiasi velocità e altezza gli arrivasse lui lo stoppava bloccandolo a 5 centimetri dai suoi piedoni (stazze da 50 centimetri cadauno), non segna ma fa segnare, assicurando concretezza e spettacolo soprattutto alla voce “old fox”. Al triplice fischio finale tutti i giornalisti si sono affrettati nel tunnel che porta agli spogliatoi con la speranza di immortalare con i flash il riaccendersi della polemica post-partita tra Gianca vs Ezi ma giunti in prossimità degli spogliatoi hanno avuto loro stessi un flash, le due old fox del P.F.C. si stavano facendo un selfie. . . ma che tristezza! Antigiornalismo spudorato!

FIOROTTO MARCO (8) fermo ai box del P.F.C.

PESCE GERRY (7) Il bomber di San Gennaro Club è quasi in forma e non si lascia pregare per allacciarsi gli scarpini e scendere nell’Arena del P.F.C., sfodererà 6 perle delle 7 realizzate dagli Yellow-Man. Da vecchia volpe gioca più arretrato del solito, onde evitare l’ingabbiamento dei famigerati Orange-Man. Certo, la squadra girava bene e lo ha agevolato, ma lui ha finalizzato da vero bomber Campano. Internos, potrebbe essere la soluzione di tutti i problemi in casa Juventus su questo avvio di campionato targato 2022/23 ma Gerry è un uomo da P.F.C. è impensabile per tutti i media che si abbasserà a vestire la maglia bianconera.

CRIVELLARI MASSIMILIANO (7) Oramai è entrato a pieni voti nell’orbita del P.F.C. Dimostra di saperci fare, si erge a muro invalicabile della difesa degli Orange-Man. Lotta e gioca d’anticipo sugli avversari. Intelligentemente si sgancia per creare la superiorità numerica e liberarsi al tiro. Poca fortuna nelle conclusioni ma tatticamente da clonare. Averlo o non averlo tra le proprie fila ora fa una notevole differenza alla voce qualità.

FAGGIN STEFANO (6) fermo ai box del P.F.C.

MONTEFORTE MARIO (5) fermo ai box del P.F.C.

LONGHIN LUCIO (4) Sfoggia colori che hanno dato vita a 7 Champions League, dando lustro ed onore a tutti gli Italiani nel mondo. Nel P.F.C. con Gerry formano una copia d’attacco da paura. Sprazzi della sua classe cominciano ad emergere dal torpore calcistico di quei tornei fatiscenti che faceva prima di approdare al P.F.C. Determinante soprattutto in fase di costruzione e in difesa, dove toglie più volte le castagne dal fuoco. Quasi formidabile ma, attenzione che il pubblico del P.F.C. è di palato fine, non deve tradire le aspettative, altrimenti potrebbe prendere la strada dell’oblio (trasferimento immediato alla Juventus).

PANICO SALVATORE (4) fermo ai box del P.F.C.

NERI BENIAMINO (3) fermo ai box del P.F.C.

BROGGIATO MIRKO (1) Si confeziona il suo primo punto storico nel campionato più invidiato da tutto il calcio a 5 nostrano! E lo fa da protagonista, perché quando deve giocarsi la partita tra i pali per un infortunio all’adduttore occorso in partita (al P.F.C. non si molla mai) si erge un the wall d’altri tempi. Para tutto ciò che di sferico attraversi la sua aerea. Compiendo incredibili parate circensi sulle conclusioni di Balducci, Crivellari, Rossetto ed Arena, su quelle di Cecchigol non ci ha potuto far nulla, ma qui ci vogliono i classici miracoli che attualmente il buon Mirko non è ancora attrezzato. Complementi per il suo atteggiamento eroico (we are P.F.C.)   

FIOROTTO FABRIZIO (1) fermo ai box del P.F.C.

Buona vita a tutti!

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LA GAZZA DEL P.F.C. > Addì 13 settembre 2022, in un clima finalmente di pari o dispari e poi via con il salomonico bim bum bam tra i due Capitani, Pacca vs Talpo si è consumato l’ennesimo episodio della saga più amata dagli italiani, ovvero la 23ª giornata del P.F.C. Dalla prossima sfida rivedremo, quindi gli Yellow-Man e gli Orange-Man con le loro divise flou e la consueta cattiveria che viene dalla fame. Fame di vittoria. Mai sazi. Mai! Ma, soprattutto sotto l’insegna del pari o dispari! La sconfitta degli Orange-Man non ammette repliche, la Waterloo calcistica del 2022, una disfatta senza precedenti che dimostra come nel calcio moderno le motivazioni lo spirito di squadra siano ingredienti indispensabili per il successo, l’onore, la gloria (no quella con la 5ª di seno). Finalmente applicato, con ottimi risultati, il tempestivo e opportuno decreto “alle 21:00 è finita”, il quale verrà a breve convertito in legge. Omettiamo, considerato il punteggio che non lascia dubbi sull’andamento dell’incontro (10 a 7), di descriverne e di narrarne lo svolgimento, ci limitiamo solo a ricordare i fatti salienti. A metà match gli Orange-Man si pavoneggiavano su di ben augurante 2 a 0, ma con il passar dei minuti gli Yellow-Man sono saliti in cattedra e all’urlo del proprio capitano Decimo Meridio Talpo “Al mio segnale scatenate l’inferno” in una manciata di minuti il risultato veniva ridisegnato in un tombale 2 a 8! L’onda tellurica Yellow impressa al tappetto sintetico fa sobbalzare i giocatori avversari che si vedono con il trascorrere dei minuti depredare dei 3 punti, dettato da un risultato finale epocale, 10 a 7 dopo 15 minuti di recupero. Al triplice fischio finale, ancora tramortiti dalla mole di gioco degli Yellow-Man gli Orange-Man avevano smarrito persino l’orientamento tant’è venivano accompagnati ad uno ad uno evitando che si perdessero nei loro stessi Campi Elisi!

TALPO PIETRO (35) prestazione impeccabile quella del leader della classifica più ambita dai Vip del Calcio a 5 nostrano. Sviolina giocate da urlo, con assist dove c’è scritto “basta spingere”. Impensabile a questo punto del campionato spodestarlo dal trono della 1ª posizione, autoritario, attento e chirurgico nella finalizzazione. Decimo Meridio Talpo, monumentale!

CATANZARO GIOVANNI (31) fermo ai box del P.F.C.

ROSSETTO GIANLUCA (31) impressionante la mole di gioco che importa nelle fasce, salta sistematicamente il suo diretto marcatore involandosi a più riprese nella porta avversaria ma, ahinoi non ha piedi di Cecchigol. Segna una doppietta di antologia calcistica e ringrazia i compagni di squadra per aver raggiunto in classifica l’O Rey del P.F.C.

PACCAGNELLA MATTEO (29) irriconoscibile rispetto alle ultime performance nell’Arena del Vertigo, in cui faceva valere le sue doti di resistenza e di caparbietà, forse patisce la giornata poco felice dei suoi compagni, coi quali il dialogo è a tratti sordomuto e poco prolifico. In pieno recupero (era quasi l’alba del giorno dopo) era quasi riuscito a riaprire il match. Perde nel pari o dispari ad inizio match e chiude il match lasciando sul terreno i 3 punti, dicessi Waterloo.

BALDUCCI PIETRO (27) sotto di 2 reti a 0 esclama ai compagni: “Agghiacciante (cit. Antonio Conte)” poi si infila il mantello dei Supereroi con sfumature nerazzurre e tra i pali abbassa la saracinesca e quando lascia il ruolo del suo amato Samir Handanovič, in mezzo al campo diventa funambolico come Youri Raffi Djorkaeff ai tempi nerazzurri, inafferrabile, magico, in parole povere un Supereroe dei campi sintetici!

 PROTO MASSIMO (26) l’eleganza nel fraseggio non le manca, la tempestività nel chiudere tutti i varchi agli avversari ma specialmente a Cecchigol non le manca, in fascia sinistra è maestoso nelle discese ardite l’unica cosa che manca è indossare una vincente casacca di color Yellow!

MENEGHETTI EROS (26) parte con il piglio giusto, nella sua fascia di appartenenza semina terrore realizza una rete personale dopo aver dribblato tre Yellow-Man (no Cecchigol) che vale tutto il prezzo del biglietto, da standing ovation. Le sue trasferte in quel della Scala del calcio (San Siro o Meazza) lo hanno illuminato (o miracolato?).

LOMBARDI GIANLUCA (22) fermo ai box del P.F.C.

ARENA ANTIMO (21) è la sua serata, parte con il freno a mano tirato ma con il passar dei minuti fornisce una prova gagliarda e garibaldina, un’ottima prestazione impreziosita da 3 reti incastonate in un contesto di rara perfezione tecnica. Linfa vitale per gli Yellow-Man.

MAURIZIO FILIPPO (14) fermo ai box del P.F.C.

CECCHINATO NICOLA (13) i primi minuti è un osservato speciale, viene marcato stretto da uno dei migliori difensori nell’amatoriale italiano (Massimo Proto). Ma appena che il suo marcatore si trasferisce tra i pali il cecchino del Vertigo piazza tre centri alle spalle dell’estremo difensore, vendicandosi di quei minuti giocati senza vedere palla e nel frattempo si accorciano a 16 i punti di distacco dal suo idolo da figurine Panini (Pacca).

CECCHINATO GIANCARLO (12) fermo ai box del P.F.C. ma è presente nella tribuna VIP del P.F.C.

ALESSANDRI PAOLO (9) la differenza tra una partita buona e una partita perfetta la fanno le sue parate feline tra i pali. Sublime in porta! Risolutivo nello sbrogliare le offensive selvagge degli Orange-Man. Averlo o non averlo nelle proprie fila è essenziale alla voce “vittoria”! È attualmente l’unico player del P.F.C. ad aver vinto tutte le partite, 3 su 3, il P.S.G. e il Real Madrid ci hanno già messo gli occhi addosso!   

FIOROTTO MARCO (8) fermo ai box del P.F.C.

MARZARO CLAUDIO (7) parte attento e motivato, lì davanti fa il bello e il cattivo tempo, in due occasioni fa la barba al palo, sarà l’effetto di indossare il completo da gara di Cecchigol? Poi indietreggia e il gioco in avanti per gli Orange si eclissa in un trambusto di idee in un perpetuo intasamento di giocate a vuoto. Brilla di luce propria, sarà il suo taglio dei capelli?  

PESCE GERRY (6) fermo ai box del P.F.C. lo stanno rimettendo a nuovo.

CRIVELLARI MASSIMILIANO (6) fermo ai box del P.F.C.

FAGGIN STEFANO (6) fermo ai box del P.F.C. tirando il pacco in tribuna VIP del P.F.C.    

MONTEFORTE MARIO (5) fermo ai box del P.F.C.

PANICO SALVATORE (4) fermo ai box del P.F.C.

NERI BENIAMINO (3) fermo ai box del P.F.C.

LONGHIN LUCIO (3) è tornato a furor di popolo a solcare l’Arena del Vertigo, oltretutto sfoggiando i colori in assoluto più belli e vincenti al mondo, e già qui siamo all’euforia totale delle fan. Parlando di match, paga in termini di lucidità le fatiche di una prestazione pre-P.F.C. assai intensa ma pur di farsi trovare pronto nel campionato più ambito da tutti gli amatori del Futsal giocato si è sobbarcato schede di allenamento che neppure gli Ironman riescono portare a termine ma, l’amore per questo sport va oltre a qualsiasi altro amore (anche quello tra le lenzuola)! Per il resto ha giocato la sua onesta partita esibendo giocate d’autore ma purtroppo i compagni di reparto latitavano dal suo gioco.    

FIOROTTO FABRIZIO (1) fermo ai box del P.F.C.

BROGGIATO MIRKO (0) eccolo! Match dopo match, strido dopo strido, birra dopo birra, incomincia ad adattarsi al gioco spartano del P.F.C. Segna una doppietta di ottima fattura, regala assist che vanno a perdersi nel limbo delle incomprensioni tecnico -tattiche tra i compagni di reparto ma comunque c’è e si fa sentire!

Buona vita a tutti!

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LA GAZZA DEL P.F.C. > Addì 6 settembre 2022, sarebbe stata una partita insipida, di quelle che sfociano presto nelle torbide acque del fiume della Dimenticanza. Il copione è ormai noto ma nonostante riesce ogni volta a stupire. Squadre squilibrate, pronostico prevedibile, interpretazioni intense, esito esaltante. Come spesso accade, anche stavolta tutto sembrava scontato banalmente prevedibile, ma ancora una volta abbiamo assistito ad un a partita vibrante e piena di emozioni, caratterizzata da continui rovesciamenti di fronte. Segnaliamo l’entusiasmante crescendo di polemiche nel terreno di gioco, in spogliatoio e tra le lenzuola (con le rispettive consorti) tutto perché sul 6 a 0 si puntava il dito sulla disparità delle squadre in campo e non sul gioco di squadra palesato il quale esaltava le peculiarità dell’A B C del calcio a 5 giocato. Ma ora bando alle ciance da lenzuola matrimoniali e alziamo il sipario su tutto ciò che tutti i cultori del P.F.C. vogliono sapere.

TALPO PIETRO (32) prima del fischio d’inizio sente già il profumo dei 3 punti, nelle sue fila ha giocatori dai nomi altisonanti nel mondo del Calcio a 5 nostrano basti a pensare al Mara-Gerry giocatore dalle doti sopraffini, al Pierino Fanna de noialtri (Antimo), ad Ezi l’invalicabile (Claudio) quello con lo stesso taglio di capelli di Dente per intenderci. A Gianca the wall (Giancarlo) un muro tra i pali, una sicurezza tra le maglie difensive. A Broggato (Mirko) sette polmoni inesauribili. Ma il P.F.C. ha sempre insegnato: “Non dire Pacca, scusate volevo scrivere gatto se non ce l’hai nel sacco”. Ed è stato proprio il gioco di squadra avversario che lo ha annichilito talmente che gli Orange gli sembravano il Milan contro la sua amata Inter nel derby! Spiaze!!!

CATANZARO GIOVANNI (31) fermo ai box del P.F.C.

PACCAGNELLA MATTEO (29) a tratti incontenibile, a tratti invalicabile, a tratti illuminante, possiede delle caratteristiche che lo hanno reso (quasi) un fuoriclasse del P.F.C. Spalleggiato da un fisico esplosivo e potente, un dinamismo e una grinta che gli consentono di coprire tutto il campo con la stessa intensità, passando nell’arco della stessa azione dal ruolo di difensore a quello di pivot senza nominare le performance tra i pali. Il ragazzo dei campi erbosi del San Palo ora è maturo per la leadership e la conferma arriva al triplice fischio finale di ogni martedì sera. Avrebbe potuto arrotondare il suo bottino (doppietta) ma, ahimè i compagni sfornano degli assist, una volta troppo lunghi, una volta troppo corti, una volta troppo alti, una volta troppo tagliati, una volta perfetti. Lui da (quasi) fuoriclasse non si lamenta mai.

ROSSETTO GIANLUCA (28) si finge sciancato e si fa beffe dell’intera difesa avversaria per infilarla in ogni dove. È una costante spina nel fianco con la palla al piede, mentre senza palla è come un criceto in una ruota che gira alla ricerca di chissà che cosa? Sfoggia oltre alla maglietta della Roma modello 4.0 uno spessore tecnico e grinta che fanno ben sperare per il futuro, lì dove osano solo le aquile, per intenderci. Da rivedere quelle specie di tiri a rientrare, che sembrano “flatulenze” volanti.

PROTO MASSIMO (26) fermo ai box del P.F.C.

MENEGHETTI EROS (26) fermo ai box del P.F.C.

BALDUCCI PIETRO (24) Gioca con la consueta pervicacia e decisione. Prende per mano la squadra nel momento di blackout più totale da 6 a 0 a 6 a 4, riaccendendo la luce (alla faccia dell’attuale crisi energetica che ci attanaglia), soprattutto quando l’impalcatura degli Orange comincia a scricchiolare (come le ginocchia del Pacca) sotto il fuoco di fila dei fucilieri di Gerry.  Trasformandosi tra i pali nella rincarnazione di Piero “Maignan” facendo imprecare gli avversari con la bava alla bocca, sudanti, lagrimanti, autolesionistici. Fin che la barca va lasciala andare!

LOMBARDI GIANLUCA (22) fermo ai box del P.F.C.

ARENA ANTIMO (18) l’inizio è promettente, si muove molto, dirige autorevolmente la fascia di sua competenza ma con il trascorrere dei minuti si fa trascinare nella nave azulejo in balia delle onde Orange. Cerca di fare movimento ma si rende conto ben presto di aver preso le sembianze di uno jo-jo in mezzo alle maglie serrate degli avversari che per una serata sembrano persino belli, no, anzi stellari! Le stelle sono tante, milioni di milioni ma le stelle del P.F.C. sono le migliori.

MAURIZIO FILIPPO (14) fermo ai box del P.F.C.

CECCHINATO GIANCARLO (12) oltre alla sua consueta e preziosa prova difensiva, ha il compito più arduo, marcare nientepopodimeno il funambolico Cecchigol! Decisivo in porta, almeno cinque le parate da urlo, come quelli che i suoi compagni le indirizzano in quei cross di taglio che non sono mai ricambiati con stop d’antologia calcistica. Senza di lui i goal subiti sarebbero stati troppi per essere computati: ha arginato la marea di giocate di alto spessore tecnico degli avversari con la imperturbabilità di un professionista del ramo (di un salice piangente).

CECCHINATO NICOLA (10) 100 kg. di potenza fisica, veloce e adattabile nel ruolo sia come classico Pivot, sia come esterno. Devastante bell’uno contro uno e dotato di un tiro dalla media distanza di precisione chirurgica. Fiuto del gol e ambidestro puro che lo rendono ancora di più un attaccante imprevedibile e letale. Se te ghe credi a questa te ne conto n’altra, comunque l’osservatore Dente ha preso nota, ora si parla di maglia azzurra (Eros cambia colore alle casacche)!

FIOROTTO MARCO (8) fermo ai box del P.F.C.

 MARZARO CLAUDIO (7) il divario tra le squadre in campo (la sua sulla carta era stratosfericamente più forte) non gli hanno permesso di esprimersi al meglio malgrado suo fratello gemello (stessa, identica acconciatura) seduto a bordo campo lo incitava come se in campo ci fosse stato Paredes (bea roba).  Dividendo il suo talento tra la voglia di attaccare e la necessità di difendere, ha dimostrato di avere comunque le doti per spazzare le nubi (oltre alle rotule avversarie) e illuminare il gioco. Fiat lux!

PESCE GERRY (6) fin dalle prime battute si intuisce, come si suol dire, non c’è trippa per gatti, insomma, non è serata per il fuoriclasse Campano. Subisce un raddoppio di marcatura sistematico ogni qualvolta che supera la metà campo avversaria. Mara-Gerry non demorde e comincia a martellare la porta avversaria da tutte le posizioni (a fine match si conteranno un centinaio di tiri in porta) la linea maginot Orange reggeva l’urto per ¾ di partita. Poi come tutti i fuoriclasse che si rispettino estrae dal cilindro 4 perle balistiche che valgono tutto il prezzo de biglietto ma, la vittoria arride agli Orange, ovviamente meritatamente.

CRIVELLARI MASSIMILIANO (6) M O N U M E N T A L E è l’unico aggettivo che ci passa per la testa per presentarvelo. La differenza tra una partita più che buona e una partita perfetta la fa la marcatura stile Gentile vs Maradona mondiali 1982 su SuperGerry! Oltretutto si prende anche degli spazi per andare in vanti seminando terrore nella retroguardia avversaria. Esibisce coraggio opponendosi senza timore alle bordate delle bocche da fuoco di Gerry & C.

ALESSANDRI PAOLO (6) fermo ai box del P.F.C.

FAGGIN STEFANO (6) fermo ai box del P.F.C.     

MONTEFORTE MARIO (5) fermo ai box del P.F.C.

PANICO SALVATORE (4) fermo ai box del P.F.C.

NERI BENIAMINO (3) fermo ai box del P.F.C.

VALSO STEFANO (3) fatica a rispettare le consegne tattiche, ma lui è un cavallo pazzo e come tale viene lasciato a briglie sciolte, vedi doppietta. Ma dopo due, tre, quattro “performance” di tacco i suoi compagni lo mandano gentilmente dalla mamma (ma non per prendere il latte) in puro clima P.F.C.

LONGHIN LUCIO (3) fermo ai box del P.F.C.

FIOROTTO FABRIZIO (1) fermo ai box del P.F.C.

BROGGIATO MIRKO (0) ci mette anima e cuore ma, l’impegno profuso e il cuore che getta in campo (a proposito, l’AIDO ringrazia) non bastano per confezionarsi punti nel P.F.C. Si fa vedere in fascia, si fa vedere nelle retrovie, si fa notare in mezzo al campo e al termine della partita il suo volto ricorda quello di Caviezel, il Gesù di Mel Gibson.

Buona vita a tutti!

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LA GAZZA DEL P.F.C. > Addì 27 agosto 2022, al match dei match, i supporter delle rispettive squadre erano accorsi nel catino del Vertigo Sport Center già nelle prime ore del pomeriggio per accaparrarsi i posti migliori. Il servizio d’ordine è stato impeccabile nel non lasciar che le due tifoserie venissero a contatto. Ma, sulle ghiacciali note del triplice fischio finale del direttore di gara, la delusione mista alla frustrazione era scolpita sui volti degli Orange. Mentre sponda Yellow con l’ultimo refolo di voce quasi soffocato in gola avvolti da un unico coro di tutti i propri tifosi sulle note “You’ll Never Walk Alone” (by Liverpool) hanno esclamato “E’ tutto vero”! La partita è iniziata col solito cipiglio che anima i protagonisti delle due compagini; quindi, con i connotati della battaglia; una battaglia condotta con sapiente acume dai valorosi capitani (Catanzaro Giovanni vs Pesce Gerry), che hanno guidato i loro uomini ad uno scontro duro ma leale. Il tutto è durato il breve volgere di 7 – 8 minuti, il tempo che Capitan Pesce Gerry e i suoi uomini sbrogliassero la matassa e costruissero tassello su tassello una vittoria sofferta ma ineccepibile, anche con la aiuto di una condotta di gara degli avversari a dir poco suicida. La svolta e la chiave della sfida che ha portato all’indiscutibile vittoria per 7 a 5 va ricercata nell’aver saputo leggere la partita e nell’aver saputo infierire colpi letali nel fianco lasciato scoperto dai temibilissimi avversari.

TALPO PIETRO (32) parte tra i pali e la squadra soffre la sua assenza in mezzo al campo, uno dei pochi player degli Orange che può, per capacità innate, assecondare il faro della squadra (queo dea tripletta). Il suo repertorio di assist made in Pirlo, dribbling, finalizzazioni viene imbrigliato dalla ragnatela tesa ad opera d’arte dai Yellow. Il leader della classifica inappagato dalla prestazione dei compagni cerca di tenere a galla la zattera costruita con foglie di fico.

CATANZARO GIOVANNI (31) un giocatore moderno malgrado l’anagrafe, dotato di ottima tecnica, buon fisico e doti non comuni di intelligenza tattica e tempismo, ecco perché viene seguito ovunque dagli avversari come se dovesse loro dei soldi. Riesce a coniugare con semplicità, di cui solo lui è capace (e forse Pacca), grandi giocate estrose e concretezza in ogni parte del campo. Il tabellino dei marcatori porta, come sempre, il suo nome; in questa occasione una tripletta che regalava speranza e autostima ai suoi uomini ma, come si suol dire “la voce d’uno che predica nel deserto” come il suo omonimo San Giovanni Battista (vox clamantis in deserto).

PROTO MASSIMO (26) certo non si risparmia e macina chilometri e chilometri su quella benedetta fascia destra, lasciando partite con generosità centinaia di destri a “full di cotone”, ed una di quelle sassate va riaprire il match. Decisivo in porta: un paio di parate miracolose tengono in partita i compagni. Con lui in marcatura su Cecchinato Nicola il pallone diventa per la punta avversaria utopia allo stato puro: “E Proto mormorò non passa Cecchigol”!

PACCAGNELLA MATTEO (26) difende, sbraita, lotta, inveisce, rappresenta il contendere della settimana e si vede! Nonostante la confidenza con il pallone e la capacità di nasconderlo agli avversari (e a sé stesso), non ingrana la marcia in più necessaria per far decollare la squadra. E quando l’ossigeno fatica ad arrivare lassù pare un naufrago nella nebbia, doveva far girare la palla ma, a detta dei tifosi, ha fatto solo girare le palle e nel deserto che lo circonda è già qualcosa, non gli riesce ad incidere il suo marchio sulla gara, la classifica può attendere?

MENEGHETTI EROS (26) silenzioso e sempre distantissimo da ogni scintilla polemica, fornisce un sostanzioso contributo al gioco di squadra con un lavoro oscuro ma importantissimo. Galoppa come Varenne (cavallo trottatore italiano) per 60 minuti senza il minimo segno di cedimento e si fa trovare in ogni zona del campo. Meriterebbe di finire la carriera come stallone ma, lo preferiamo in campo. Ora la vetta è a portata di mano a -6 lunghezze!

ROSSETTO GIANLUCA (25) fermo ai box del P.F.C.

LOMBARDI GIANLUCA (22) fermo ai box del P.F.C.

BALDUCCI PIETRO (21) inorridito all’annuncio delle squadre in campo, si deve ricredere contagiato dall’impegno e dalla caparbietà dei compagni. Tra i pali è un luminare del ruolo, fuori dai pali (con il pallone tra i piedi per intenderci) è vero fosforo al servizio della squadra. S P E T T A C O L A R E la rete coast to coast che ha mandato in delirio il pubblico presente, si è dovuto sospendere il match per lasciare il tempo agli steward nel raccogliere dal rettangolo di gioco le decine e decine di reggiseni e perizomi lanciati dagli spalti. . .  “we are the P.F.C.”!  È un giocatore totalmente imprevedibile, in grado di improvvisare il dribbling dal nulla, e questo è il suo fascino principale. L’effetto sorpresa colpisce non solo i difensori, ma anche il pubblico presente (con il classico lancio della biancheria intima).

ARENA ANTIMO (18) si trova anche lui imbrigliato nella fitta trama tessuta dalla sua stessa squadra. Aggiungiamo a ciò che gli avversari non fanno passare nulla e si capisce la sua anonima prestazione. Le sue doti e le caratteristiche sono ben note ai più e ai cultori della sfera, ma questa si farà travolgere dai flutti di una mareggiata che però nasce più a largo di quanto si voglia far credere. Prova in tutti i modi a raggiungere il pareggio nei minuti finali e sbuca da ogni dove ma l’esito del match è già scritto.

MAURIZIO FILIPPO (14) fermo ai box del P.F.C.

CECCHINATO GIANCARLO (12) quadrato e solido, chiude gli spazzi e interrompe di continuo le trame dei Yellow. Sale con meno prepotenza del solito, ma d’altronde ritmi e spazi non permettono grandi galoppate. 125 lanci in tutto il match di cui 124 di taglio ma lì davanti parlano un’altra lingua! Ahimè non lascia esplodere il suo famoso destro a giro che ha messo in ginocchio molte squadre avversarie confezionando da sempre goal e punti ai propri compagni i Yellow ringraziano!

FIOROTTO MARCO (8) fermo ai box del P.F.C.

 MARZARO CLAUDIO (7) blinda efficacemente la difesa, coadiuvato dalla energica collaborazione del duo Gerry – Eros e si erge come un muro dalle scarpe fashion, che si ferma più volte ad allacciarsele, ovviamente per farle notare a tutto il pubblico presente, narcisismo allo stato puro. Giganteggia in difesa e quando si sgancia in avanti crea panico (anche tra i compagni di reparto).  Con stupefacente senso della misura lascia passare solo le bordate destinate ad infrangersi sui pali, e poi, sportivamente, chiede scusa agli avversari (salvo poi mascherando il classico gesto dell’ombrello . . .) “we are the P.F.C.”!  

CECCHINATO NICOLA (7) determinante per i 3 punti sia per la dedizione, che per le galoppate con il vento tra i capelli sulla fascia (vedi eurogol). Evidenzia, se ancora ce ne fosse bisogno, una sagacia tattica prossima allo zero (quasi capace di andare contro le leggi matematiche del calciolo degli integrali . . .), ma ciò non macchia una prestazione finalmente decisamente positiva. Questo è il vero Cecchigol . . . a -19 lunghezze dal suo idolo a quota 26 punti!

PESCE GERRY (6) “l’uomo ovunque”, il Maradona de noatri, dà ancora conferma del suo talento. È il motore della squadra, si porta a spasso più volte gli avversari, anche due alla volta e persino tre, in certe occasioni dietro di lui si forma un trenino come quello di Capodanno. Mette in difficoltà da solo tutta la difesa avversaria (mentre Balducci strabuzza gli occhi), tira, dribbla, lancia, smista e segna una tripletta dal valore inestimabile alla voce vittoria! A metà partita sembra cadere anche lui nella trappola delle proteste, ma poi rinsavisce e torna a concentrarsi sul match. Personaggio del momento.

ALESSANDRI PAOLO (6) fermo ai box del P.F.C.

FAGGIN STEFANO (6) fermo ai box del P.F.C.     

MONTEFORTE MARIO (5) fermo ai box del P.F.C.

PANICO SALVATORE (4) fermo ai box del P.F.C.

NERI BENIAMINO (3) fermo ai box del P.F.C.

CRIVELLARI MASSIMILIANO (3) fermo ai box del P.F.C.

LONGHIN LUCIO (3) fermo ai box del P.F.C.

FIOROTTO FABRIZIO (1) fermo ai box del P.F.C.

BROGGIATO MIRKO (0) fermo ai box del P.F.C.

Buona vita a tutti!

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LA GAZZA DEL P.F.C. > Addì 26 luglio 2022, è la classica serata dell’attenti a quei due! Perché quando the Cat-Pacca non c’è i Mouse (Catanzaro G. & Talpo P.) ballano e come se ballano, coadiuvati da trombette e cotillon! E dopo 60 minuti ca. di calcio spettacolo, il copione è ormai noto ma nonostante tutto riesce ogni volta a stupire, affascinare e divertire. Squadre squilibrate, pronostico prevedibile, interpretazioni intense, esito esaltante. Ogni settimana, nell’arena del Vertigo, il tutto esaurito rappresenta il segnale dell’entusiasmo che anima tutti i giocatori, al di là della posizione in classifica e delle specifiche capacità tecniche.

TALPO PIETRO (29) sale sull’ottovalente e si trasforma in un razzo missile, con circuiti di mille valvole e tra le stelle del Pacca Football Club sprinta e va a riconquistarsi il primato in classifica. Impeccabile nel gestire i palloni che “scottano”, non si lascia pregare quando è il momento di dare respiro alla manovra e far girare la palla. Sigla una rete che spiana la strada al successo per i Yellow-Man. Lo scudetto al petto targato 2021 torna a sventolare sul cucuzzolo del P.F.C.

CATANZARO GIOVANNI (28) come sempre mette in campo “anima & core”. Partita muscolare (specialmente dell’organo della cavità orale, con funzione tattile e gustativa e, articolazione dei suoni del linguaggio), di quantità e qualità invidiabile al miglior Pirlo nello sfornare assist ai compagni dove c’è scritto “basta spingere in porta”. Superlativo in difesa. Realizza una tripletta, lascia solo qualche dubbio nell’auto decretarsi i penalty, facendo persino scendere in sciopero il VAR (Video Assistant Referee). Per tutto il resto è e sarà sempre una stella del P.F.C. malgrado sia andato in pensione alla tenera età di 53 anni, dopo 40 anni e due giorni di “lavoro”. Giovanni ci tiene sempre a sottolineare i due giorni di lavoro (vuoi mai che siano gli unici giorni che ha lavorato realmente?)

PACCAGNELLA MATTEO (26) dà forfait e si guarda in diretta streaming il sorpasso in classifica da parte del duo Mouse & C. (quelli che ballano tra squilli di trombette e cotillon, per intenderci)

PROTO MASSIMO (23) si gusta la partita in presenza da bordo campo a causa di un infortunio avuto in uno scontro di gioco (non al P.F.C. perché da noi c’è solo gente che sa giocare al calcio), parte con l’intenzione di arbitrare ma poi visto l’evolversi del match entra in sciopero assieme al VAR.

MENEGHETTI EROS (23) sale sul carro dei vincitori ad una manciata di secondi prima del fischio d’inizio e la storia si ripete anche al P.F.C. vedi Hakan Calhanoglu che dal Milan è passato all’Inter. Sugli ampi spazi aperti sono pane per i suoi denti. Mette in moto polmoni e corre come un cavallo selvaggio, dal fischio d’inizio fino alla porta degli spogliatoi, permettendo ai suoi compagni di trovare sempre un punto di riferimento in avanti e un recupero insperato in difesa. Che dire? Fino a Samarcanda lui ci guiderà.

ROSSETTO GIANLUCA (22) chi si riposa non piglia pesci, la classifica del P.F. C. non aspetta nessuno!!!!!

LOMBARDI GIANLUCA (22) soffre la marcatura asfissiante dei due pitbull (Giovanni & Ezi), segna ma non fa sognare.

BALDUCCI PIETRO (18) un altro big fermo ai box ma con i motori sempre in fermento, pronto a scendere in campo (che non ha nulla a che vedere con lo slogan di Berlusca)

ARENA ANTIMO (15) un altro pezzo da 90 con il fiuto del goal fermo ai box del P.F.C.

MAURIZIO FILIPPO (14) il giovane talento, proveniente dal vivaio del P.F.C., ha spessore fisico e tecnico, ma forse le manca quel pizzico di esperienza che solo nel P.F.C. può trovare per poi diventare un baby-killer da rettangolo di gioco. Fatica a rispettare le consegne tattiche, ma lui è un cavallo pazzo e come tale deve essere lasciato a briglie sciolte. Prestazione, comunque, positiva: l’abbiamo persino visto ripiegare in difesa nei momenti di sbandamento degli Orange-Man. Sigla una tripletta ma non basta.

CECCHINATO GIANCARLO (12) una volta saltati gli schemi tra rigori fantasmi e falli machiavellici, si trova a lottare contro i mulini a vento, si danna comunque dall’inizio alla fine, prende in mano la squadra dispensando da buon Maestro della Scuola “Non è uno sport per signorine” carote e bastone ai propri compagni ed evangelizzando gli avversari ad un fair play plenario. Arigatō, sensei!

FIOROTTO MARCO (8) fermo ai box del P.F.C.

ALESSANDRI PAOLO (6) fermo ai box del P.F.C.

FAGGIN STEFANO (6) voci di corridoio lo danno in terapia spirituale da un Guru di origine greca

MONTEFORTE MARIO (5) se dice che ci sarà, lui ci sarà! Perché?  Perché, quando un uomo del P.F.C. dà la sua parola che sarà presente e offrirà una bottiglia di Dom Pérignon annata 2008 per festeggiare il suo 45° compleanno, manterrà sempre la parola data. Chapeau a Marietto!

PANICO SALVATORE (4) Il “Calabrese” funambolico fornisce una prova gagliarda e garibaldina, un’ottima prestazione impreziosita da un goal incastonato in contesto di rara perfezione. Certo, la squadra girava bene e lo ha agevolato, ma lui ha finalizzato con puntualità, fornisce un utile contributo alla causa mettendo sul campo tecnica a dosi massicce e tra i pali sembra la copia identica del miglior portiere al mondo (Mike Maignan). In due match ha raccolto una vittoria ed un pareggio, da raccontare un giorno ai nipotini.

MARZARO CLAUDIO (4) se mi consentite il francesismo è come giocare con un gatto attaccato ai marroni. Assieme al compagno di squadra Giovanni forma la copia più famosa al mondo “il gatto e la volpe”. Paga in termini di lucidità sotto porta le fatiche di una prestazione fisica ultimamente assai intensa tra le macchinette del caffè dai un ufficio all’altro. Segna un gol di pregevole fattura che vale tutto il prezzo del biglietto.

CECCHINATO NICOLA (4) aveva fatto moltissimi fioretti, si era preso per tempo nello scrivere in anticipo la letterina a Babbo Natale in cui chiedeva un regalo solo. Agguantare in classifica il Pacca ma, Babbo Natale si sta dimostrando peggio di Giuseppe Conte e Matteo Salvini con Mario Draghi.

PESCE GERRY (3) un’iradiddio! Un ciclone. Un terremoto. Devastante. Magnitudo 6,3 scala Richter, epicentro: il campo numero 3 del Vertigo Sport Center di Padova. Si sono registrati danni alle recinzioni e porte. Goal e assist in quantità industriale! Sembrava la rincarnazione di Dieguito #10. È l’uomo giusto per il P.F.C.

NERI BENIAMINO (3) fermo ai box del P.F.C.

CRIVELLARI MASSIMILIANO (3) l’impegno c’è tutto, esorta i compagni a crederci fino in fondo. Nella prima frazione finché il quintetto regge, rimanendo corto riesce a portare scompiglio in avanti (assieme ai compagni di reparto), mentre nella seconda frazione quando i compagni perdono la concretezza e dinamicità fra difesa e attacco entra anche lui nel trambusto totale dell’idee di gioco.

LONGHIN LUCIO (3) fermo ai box del P.F.C.

FIOROTTO FABRIZIO (1) fermo ai box del P.F.C.

BROGGIATO MIRKO (0) all’inizio è un po’ l’incognita degli Orange-Man, nel senso che non è facile calarsi nella mentalità del giocatore del P.F.C. (bisogna essere sboroni, litigiosi e un po’ stronzi, guasconi e zuzzerelloni nel pre e nel post-partita e se magari si sa anche dare qualche calcio alla palla è meglio). Benvenuto Mirko nella nostra combriccola genuina e affiatata da anni e anni (da quando si giocava con i palloni di pezza), diverrai presto un leone in campo e un agnello tra le mura domestiche!

Buona vita a tutti!

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LA GAZZA DEL P.F.C. > Addì 14 giugno 2022 alla vigilia del match settimanale più seguito, in cui sono collegati decine e decine di paesi (Campagnalupia, Campolongo Maggiore, Bojon, Trambacche etc.etc.) rimbalzano le belle e le brutte notizie, lasciando tutti gli appassionati del campionato più genuino dei Paesi Uniti, basiti, atonici, increduli ma sempre positivi perché il loro moto è solo uno, “the show must go on”. La bella notizia è che CECCHINATO NICOLA si riallaccia gli scarpini e scende sul rettangolo di gioco dopo uno stop prolungatisimissimo. Mentre la brutta è che il bomber dai piedi fatati imbevuti di dinamite, MONTEFORTE MARIETTO ha alzato bandiera bianca ma, noi colleghi di campo speriamo che venga ammainata al più presto, e non dimentichiamoci del Dente (FAGGIN STEFANO) che si sta riprendendo psicologicamente ed emotivamente dopo la visione del film horror (Gli orrori al Barbera ex Favorita). Ma tra tutte queste piccole chicche di giornalismo da spogliatoio, al triplice fischio finale della 16ª giornata arriva la classica notizia da prima pagina, quella a caratteri cubitali per intenderci, e cioè, il detentore del titolo, quello con lo Scudetto del P.F.C. cucito sul petto ha messo la freccia del sorpasso in classifica ai danni del nostro Gigi Riva (CATANZARO GIOVANNI) e, chi se non lui? Nientepopodimeno che TALPO PIETRO!

TALPO PIETRO (25) l’airone del Vertigo ha spiegato le ali, deliziando con splendide veroniche ed entusiasmanti giocate offensive i suoi beniamini, dimostrando di meritarsi quello Scudetto sul petto. Tatticamente senza sbavature tra difesa centrocampo e attacco, non segna ma fa segnare e soprattutto sognare, al triplice fischio finale la leadership è sua, da paura!

CATANZARO GIOVANNI (24) predica nel deserto per 59 minuti (l’altro minuto mancante è svenuto), ha letteralmente combattuto da solo in mezzo a dei pitbull del calcio giocato. Ha letteralmente arato la fascia, rastrellando palloni a 360° dalle goffe trame ordite dai compagni. Ad un certo punto gli è persino venuto uno svenimento a centrocampo (forse per il gioco palesato dai suoi players). Si trova a lottare contro i mulini al vento, solo che i mulini al vento indossano la sua stessa casacca. Ci prova, ci prova, ma non basta, TALPO PIETRO & C. hanno un’altra marcia.

ROSSETTO GIANLUCA (22) all’inizio è un po’ l’incognita della squadra (sempre con questo cXXXX di dolore all’inguine) ma, poi fra tanti ‘va fa … trama la sua partita perfetta e mette in evidenza le sue doti di fine palleggiatore e di splendido mancino, ah no scusate ambi destro! Realizza una tripletta catapultandosi in 3ª piazza.

PACCAGNELLA MATTEO (22) partita da alti e bassi, la veemenza mista alla concretezza in mezzo al campo non manca. Cerca gloria in avanti, mentre tutti sanno che è nuda sul divano (è una gag). Sforna assist, gioca con il solito piglio ma, tutto finisce in una bolla di sapone, un’intesa davvero nulla con i compagni di reparto, sembra a tratti un dialogo tra un muto un sordo, che spettacolo! E in tanto la classifica non aspetta nessuno!

MENEGHETTI EROS (19) in difesa, da uno dei massimi esponenti della Scuola “Da qui non si passa” ci si aspetta comunque di più. Gioca a corrente alternata, in mezzo ad un blackout continuo esibito dai suoi compagni di squadra. Ma il Cafu de noialtri è sulla fascia che crea scompiglio, che ovviamente va a scemare tra le maglie difensive granitiche degli Orange.

PROTO MASSIMO (19) crudele il suo destino! Era stato scelto tra le file degli Orange (i vincenti per intenderci) ma ad una manciata di secondi prima del fischio d’inizio ha dovuto girare il colore della casacca in un giallo perdente. Prova onesta e sincera, con i soliti millimetrici cross che fanno emozionare e gridare al Pirlo dei tempi d’oro (quando giocava con la maglia rossonera). Segna una rete ma non basta.

LOMBARDI GIANLUCA (18) freccia tira fuori dal cilindro una prestazione memorabile, caratterizzata da una tripletta e persino da un fallo nientemeno sull’Avvocato, attenzione però: l’exploit può capitare il difficile e ripetersi! Per tutto il resto è un ciclone, un terremoto, goal e assist in quantità industriale, la miglior partita della sua vita, tra la gioia dei compagni e le varie imprecazioni (non riportabili) di CATANZARO GIOVANNI.

BALDUCCI PIETRO (15) impeccabile tra i pali, non si lascia pregare quando è il momento di dare respiro alla manovra e far giocare la palla. Ma ahimè questa volta per tutto il match ha una “Freccia” nel …. che lo infastidisce come una zanzara in piena estate, oltretutto si prende il lusso di “pungerlo”. Cose d’altro mondo! Sono mancate al pubblico presente le sue memorabili discese a rete con la palla al piede in slamon, con bomba finale! Alla prossima!

ARENA ANTIMO (15) autore di una prestazione “estraordinaria” (cit. Josè Altafini), si dimostra stantuffo inesauribile sulla fascia sinistra, che ripercorre con la stessa ritmica veemenza di un pistone della Ferrari (guidata da Schumacher) diligente in difesa e preciso in attacco, e udite e udite senza una lamentela in 60 minuti giocati! Da Standing Ovation.

CECCHINATO GIANCARLO (12) in difesa è una garanzia alla Franco Baresi! Tra i pali si confonde con Mike Maignan se non fosse per il colore della pelle. I 3 punti conquistati dagli Orange passano anche per la sua impeccabile prestazione.

MAURIZIO FILIPPO (10) è l’unico dei Yellow ad inquadrare la porta avversaria, realizza una doppietta, tra cui una rete che è una vera chicca balistica, vale l’intero prezzo del biglietto. Il giovane talento del P.F.C. ormai è nel mirino di squadre blasonate con il PSG e il Real Madrid.

CECCHINATO NICOLA (3) è tornato! E questo è un evento per tutto il P.F.C. Alle molteplici domande in sala stampa dei vari giornalisti di tutti i Paesi Uniti. Lui ha detto solo, con le lacrime agli occhi “ora Pacca è a -19 punti”!

Buona vita a tutti!

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LA GAZZA DEL P.F.C.> Addì 7 giugno 2022 nell’Arena del Vertigo Center sulle note “Eravamo quattro amici al bar . . . “prendeva vita la 15ª corrida (mini)! Il P.F.C. ci ha spesso confezionato pagine di Sport con la S maiuscola, puro come la fede del Dente per il Padova (per intenderci). Talvolta si allungano sul nostro giocattolo più bello le ombre sinistre di defezioni che per vari motivi ci relegano tra quattro mura di casa o lontano da esse e, comunque non dove la nostra natura sportiva ci vorrebbe ogni martedì alle ore 20:00, lì dove fin dai nostri primi vagiti una lunga storia d’amore intramontabile ci ha fatto innamorare di un pallone che rotola e rotola senza età e meta fino ai giorni nostri, disposto sempre a regalarci gioie inestimabili. Ma situazioni come quelle di ieri sera (n.d.r. 07/06/2022) fanno riesplodere la passione e l’entusiasmo inondando di luce (che cade dagli occhi) ogni angolo, ogni anfratto, ogni sfumatura di questo piccolo mondo antico. Di fronte alla cruda possibilità di bypassare l’impegno settimanale per la mancanza di materia prima (i players), i cuori impavidi del P.F.C. sono comunque scesi in campo (che non ha nulla a che vedere con lo slogan che è stato negli anni 90 un cavallo di battaglia di un noto politico malato di gnocca), malgrado un numero risicato. Ma loro sono quelli del P.F.C.! Hanno dovuto reinventare un modulo, ritoccare i parametri tra pali ed asta, costretti dagli eventi a giocare 4 vs 4! Chi pensava di vedere formazioni rabberciate, meline, noiosi fraseggi tattici, è rimasto stupito dallo spirito di tutti i “gladiatori” del match. Si è giocato allo spasimo, gli spazi sono stati riempiti aumentando i ritmi cardiaci, correndo più di quanto si deve riportare a casa la suocera. La sfida era tra una squadra dichiaratamente offensiva contro una decisamente blindata in difesa e tutti i soloni del calcio del giornalismo sportivo si lustravano gli occhi consapevoli di assistere non solo ad una partita del P.F.C. (che equivale ad una finale di Champions League), ma ad un confronto tra scuole, tra filosofie, tra “ideologie” calcistiche. Non è mio compito schierarmi o giudicare, e non è affatto detto che la vittoria dei blindati (MENEGHETTI EROS, PROTO MASSIMO, ROSSETTO GIANLUCA e TALPO PIETRO) abbia qualche significato che vada al di là del contingente (il pallone è rotondo e ogni partita è storia a sé).: le dispute tra difensivisti e offensivisti continueranno, per fortuna,  e ogni Bar Sport che si rispetti le due fazioni si affronteranno a suon di citazioni (bip, bip, bip), smentite, ricordi, esempi e ombre de vin. Devo solo confermare un fondamentale punto fermo e cioè l’omologazione di un 9 a 5 tombale con la squadra vincitrice che è tornata tra le mura amiche (casa dolce casa) con i 3 punti in tasca. Per gli sconfitti (ARENA ANTIMO, BALDUCCI PIETRO, LOMBARDI GIANLUCA e PACCAGNELLA MATTEO) guardando e riguardando gli highlights della partita capiranno perché la strada dei 3 punti è indecifrabile e enigmatica come quando le nostre dolci metà ci dicono “forse hai ragione”. Ma questa è un’altra storia (da paura).  Buona vita a tutti!

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LA GAZZA DEL P.F.C. > Addì 31 maggio 2022 nell’Arena del Vertigo Center prendeva vita la 14ª corrida! E lui che fa? Si trasforma in un razzo missile, con circuiti di mille valvole, tra le stelle sprinta e va . . . Ufo PACCA, Ufo PACCA, Ufo PACCA . . . sale in cattedra (prima che salisse le quattro gambe della cattedra erano state rinforzate con cemento armato) e trascina i Yellow-Man al successo per 9 a 7, sforna una tripletta da raccontare un giorno ai nipotini ma, soprattutto ora el Gigi Riva de noialtri (CATANZARO G.) sente il suo alito sul collo (non è una bella cosa detto fra noi) gli è arrivato a -2 lunghezze. Voci di corridoio riportano che subito dopo la firma sull’acquisizione del Milan la RedBird abbia chiesto il suo numero di cellulare. Al triplice fischio finale i “famelici” inseguitori TALPO P., MENEGHETTI E. e PROTO M. non riescono raccogliere “materia prima” sinonimo di punti per la classifica ma solo un fugace autografo sulla loro maglia da parte del generoso PACCA prima di entrare in sala stampa (attualmente valgono più dei bitcoin). Nel frattempo, la volpe ROSSETTO G. ne approfitta salendo sul carro dei vincitori, non produce reti, non suda ma i 3 punti se li porta casa, catapultandosi in alta classifica, dove osano sole le aquile per intenderci. E in tanto quatto quatto l’Avvocato più in forma del P.F.C. che tra i pali si immola per poi abbassare all’imbrunire la saracinesca blindando i 3 punti che valgono come oro colato. La Freccia (spuntata) LOMBARDI G. con il trascorrere dei minuti non gli riesce di trovare l’acuto e lascia sul rettangolo di gioco tutta la posta in palio (3 punti), ma attenzione che ora viene persino superato nella classifica marcatori dall’extraterrestre, Ufo PACCA! L’ARENA A. ci mette anima&cuore e cuore&anima ma il suo pellegrinaggio in aerea avversaria e come quello dalla Juventus nella Champion League, termina sempre con solo strette di mani e pacche sulle spalle, diciamolo francamente sta soffrendo l’assenza della sua spalla d’area (il CECCHI), sicuramente avrebbe 10 punti in più nell’attuale classifica (me sento in colpa). El bocia (MAURIZIO F.) dai piedi fatati (scuola Catanga) estrae dal suo cilindro calcistico qualcosa come 6 perle, entrando dopo stagioni e stagioni di gavetta nei primi 10 giocatori più famosi del calcio a 5 nostrano (P.F.C.). Udite! Udite! La new entry ALESSANDRINI P. si confeziona il secondo successo consecutivo su due match disputati nel P.F.C., per niente male e, pensare che al posto suo si voleva inserire Paulo Dybala, ma dai! Buona vita a tutti!

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LA GAZZA DEL P.F.C. > Addì 25 maggio 2022 Al triplice fisco finale della 13ª “corrida” del P.F.C. ne scaturisce un segno X che fa felice solamente el Riva de noialtri (CATANZARO) che con le [bip] al sole si gode la leadership. Ma attenzione che el PACCA malgrado una caviglia gonfia (quasi come la pancia di Cecchigol) realizza una doppietta da antologia calcistica, combatte e suda come quando pesca il classico pesce da 5 kg. negli acquitrini limitrofi a casa sua, accorcia le distanze in classifica grazie al punto guadagnato (?). Lo segue a braccetto come quando i nostri nonni andavano a ritirare la pensione alle poste (con tanto amore&odio) il mitico TALPO che a tratti illumina il gioco ai compagni e a tratti si chiede se quei compagni del martedì sera non siano puri players di curling (i misteri insoluti del P.F.C.). E in tanto el Cafu de noialtri (EROS) raccoglie il suo bel punticino e per la terza stagione si crogiola nei piani alti della classifica più ambita del calcio a 5 nostrano. La nota più solare (ma non afosa) è che il Giacinto Facchetti de noialtri (PROTO) oltre a fare punti in questa stagione ha preso il vizietto di gonfiare le reti avversarie e poi c’è gente che va fino a Lourdes per un miracolo. Chi è che sfreccia se non Freccia (GIANLUCA) abbattendo la barriera del suono a più riprese nell’Arena del Vertigo specialmente ora che è stato alleggerito dall’estrazione di una vena del peso di un etto. Attualmente rimane il goleador più prolifico del P.F.C. vedi doppietta anche l’atra sera! Attenzione! Attenzione! Che ROSSETTO (non queo pee femane) quatto quatto ma, tanto quatto quatto si sta avvicinando ai piani alti e udite, udite segnando pure (una doppietta), vuoi vedere che per Natale si fa un bel regalino (ma attualmente non sappiamo dirvi con esattezza l’anno di quel Natale). Chi se non lui! BALDUCCI, unico avvocato al mondo ad aver centrato per due stagioni consecutive le prime 3 posizioni nella classifica più legale e linda del pianeta e zone limitrofe un po’ come le aree di pesca del Pacca, ha le carte in regola per cucirsi al petto lo Scudetto del P.F.C. targato 2021/22, il Milan (che Signora squadra) ne è l’esempio lampante. ARENA in lui due doti fondamentali: passione smisurata e allegria tipica di chi deve sottoporsi ad una colonscopia di lunedì mattina ma, alla fine il suo piede fatato l’ho mette sempre e la classifica ringrazia. Il MARIETTO dove lo metto? Dove lo metto non si sa! Non ha importanza nell’Arena del P.F.C. ci sta benne dappertutto e comunque gli unici movimenti chiari sono quelli del suo conto. Ma dategli una palla giusta e la storia cambia. Di DENTE potrei dire le stesse cose di sempre, che ha i piedi quadrati, che non azzecca un passaggio. Infatti, lo dico. Ma se non ci fosse lui tante partite del martedì sera se ne andrebbero a farselo [bip, bip]. Anche il P.F.C. al suo angelo custode, pelato ma ce l’abbiamo anche noi!

A tutti Buona Vita e FORSA PADOVA!!!!!!!  🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

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LA GAZZA DEL P.F.C. > Addì 11 maggio 2022 In un mondo del calcio sempre più mediatico, con dirette e commenti su almeno otto canali, anche se spesso caratterizzati da urla e strepiti degni di un lupanare, non lo scambierei mai per una partita del Pacca Football Club, che con le sue vecchie leve sta cercando di dare una fisionomia caratteriale al mondo dello sport amatoriale senza quei tatticismi esasperati (da taglio delle vene). Tutto questo per dire che l’inimitabile Pacca Football Club ha disputato un’amichevole di lusso nell’orbita del calcio a 5 amatoriale. Per testare un’eventuale partecipazione a campionati più blasonati, si vocifera di futuri palinsesti europei. Ma per il momento noi umili players abbiamo affrontato nientepopodimeno che i Fuffi di Saonara avversario di grande prestigio. Il tutto ha preso vita martedì 11 maggio nell’Arena del Vertigo. Da evidenziare che il P.F.C. si è dovuto privare di giocatori cardini per la loro inappellabile caratura tecnico-agonistica, basti a pensare alle assenze di due pilastri difensivi come Gianca & Dente, dei due stantuffi laterali Freccia & Fiorotto, del pivot Cecchi e udite, udite del cecchino d’area Pacca, uno dei giocatori più richiesti dall’élite del calcio a 5 amatoriale europeo. Precisato questo, andiamo a parlare dell’unica cosa che conta (dopo ‘na pissa e birra) il calcio giocato! Di fronte avevano le furie Orange squadra arguta e ben disposta sul rettangolo di gioco fin dal fischio d’inizio e con ottime individualità. Il P.F.C. è granitico ma di questi tempi è soprattutto vaccinato (a tutto). Perciò ha saputo tessere una tela invisibile di un’intesa di gioco plasmata da anni e anni de baruffe in qualsiasi campo dove rotolava un pallone. Ordunque noi della carta stampata vogliamo in primis rendere omaggio al “Man of the match” che senza ombra di dubbio è stato il nostro “Gigi Riva” CATANZARO GIOVANNI, che ha saputo concretizzare sette delle nove reti realizzate dai temerari del P.F.C., in poche parole, gli passavi la palla e andargliela a prendere era come mettere le mani sulla ciotola di un pittbull, impostava azioni come se avesse i pennelli al posto dei piedi e il campo fosse la sua tavola preferita, con no look da far correre Ronaldinho alla SIAE per i diritti d’autore. ROSSETTO GIANLUCA con accelerazioni alla bee-beep, chiusure alla Nesta ed impostazione di gioco alla Seedorf, il peperino della squadra si concede il lusso di un solo gol, si diverte a far correre il pallone e a correre nelle praterie del west come Furia, ma è un cavallo indomabile lo trovi in attacco, e in difesa e ovunque risponde presente senza macchia. TALPO PIERO sciolina giocate che fanno gridare ma è Rivera o Mazzola? Lui non calcia il pallone gli sussurra dove andare. Lui non usa la potenza ma calibra la perfezione. Lui illumina dove i blackout di gioco dettano legge. BALDUCCI PIETRO, un centrale difensivo da far impallidire Baresi (Franco ovviamente), con un’eleganza da far arrossire Carla Fracci alla Scala di Milano, con doppi passi da far cantare jobi-joba, con chiusure degne di Beckenbauer e con un’impostazione di gioco da Pirlo-mania e con un tiro di devastante precisione, si prende gli onori sulla scena. Per MENEGHETTI EROS è una partita più da clava che da fioretto e lui la estrae e la maneggia con la consueta maestria, picchia quando c’è da picchiare e accarezza quando c’è da accarezzare, il nostro Marcos Evangelista de Moraes, per noi comuni mortali dicessi Cafu, si tira su le maniche e comincia a far legna per l’inverno allenandosi ad alzare trofei. PROTO MASSIMO, Ti dimentichi dell’uomo? Lui c’è! Bisogna andare in raddoppio? Lui c’è! Vuoi un assist calibrato da 20 metri? E chi te lo fa? Lui! Sei in difficoltà? A chi la passi? Ma a lui ovvio. C’è da ripartire? Ma ci pensa lui, il segreto? Semplicemente Giacinto Facchetti è stato il suo vangelo! ARENA ANTIMO, la potenza è niente senza controllo recita un noto sponsor, il nostro Di Livio parte a razzo, fraseggia quando sgomma, si porta via due avversari alla volta, accelera con le gambe che vanno a mulinello, se lo lanci lui si butta, sembra Davide contro Golia, ma con il cuore di bravehart, non segna ma fa segnare! Ahn, dimenticavo il passaggio più importante, la vittoria ha arriso a noi per 9 a 8, tutto il resto è noia!

Nel P.F.C. niente è facile e nulla è impossibile. Buona Vita a tutti!

[P.F.C. le origini del calcio nostrano]

Image Credits: Nicola Cecchinato “Cecchi.Blog”

. . . buona vita a tutti!

Cecchi è responsabile di quello che scrive, non di quello che capisci! 

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