UN SORRISO DAGLI OCCHI DI SOLE

Un sorriso dagli occhi di sole, come la stella più luminosa nella quiete apparente, di chi sa schivare la sofferenza oltre le apparenze tra quattro pareti bianche come le sue guance.

Era lì, chiusa a riccio, nel tentativo di scoraggiare chiunque volesse incrociare il suo sguardo, con la tiepida speranza di spostarlo altrove, il tutto mentre stringeva forte il suo  “guerriero”, un orsacchiotto infeltrito che rispecchiava nel suo paffuto musetto sorridente tutta la sua amabilità.
Sorriso dagli occhi di sole, lo guardava silenziosamente e i suoi due occhioni traboccanti di spontaneità mista a coraggio le esprimevano tutto il suo affetto incondizionato, e lui, immobile tra le sue braccia sembrava parte integrante di ogni suo battito di ciglia. Come sapesse vivere l’attimo al suo fianco nel momento in cui si preparava ad un’altra battaglia, quel tipo di battaglie che il mondo fuori da quelle mura senza profondità e prive di tonalità conosceva solo per sentito dire, lei invece, era addentrata in tutte le sue sfumature fino a percepirne la smania e l’insensibilità.

Come per incanto i loro sguardi nella stanza entrarono in collisione, provocando una travolgente armonia di sentimenti, in quel momento si senti importante, fiero ma nello stesso tempo vuoto. Cosciente che quel sorriso dagli occhi di sole aveva già incrociato sprazzi di sorrisi da chi portava nel naso una pallina rossa o carezze di mani che conoscevano ogni sua disamina. Si era detto fra sé e sé, “non è importante sapere tutto quello che serve per approdare nel cuore di chi sta peggio di te”.  E diede voce al suo cuore, chiedendogli la cosa più infantile che gli si potesse chiedere ad un sorriso dagli occhi di sole: “Le vuoi bene a quel orsacchiotto?” Solo il tempo di un sospiro profondo e sorriso dagli occhi di sole, se lo portò vicino ai suoi battiti, stringendolo con una raffinatezza spiazzante, iniziando delicatamente ad accarezzarlo, come se fosse l’orsacchiotto ad aver bisogno di attenzioni e di consolazione.

E poi di risposta lo guardò, accennando un sorriso che racchiudeva in se tutte le parole che averebbe voluto sentirsi dire. Fu un momento intenso, tanto intenso a tal punto che le diede il coraggio e la forza di parlargli ancora! “L’orsacchiotto deve ritenersi fortunato ad avere un’amica come te”. Il sorriso dagli occhi di sole  non rispose ma nello stesso tempo  strinse ancora più forte il suo orsacchiotto baciandolo sul nasetto. Poi calò il silenzio, a dir poco surreale ma, a in più riprese si continuarono a guardare e ancora sorridendosi a vicenda, la vedeva fiera di ciò che aveva tra le mani, la vedeva come una piccola donna guerriera pronta a tutto. Avrebbe voluto dirgli tutto quello che sentiva dentro per lei ma non aveva più parole che convogliassero nella sua voce, si erano arenate in gola, mentre impietosi i secondi scandivano il tempo, creando chilometri e chilometri di distanza tra lui e quel sorriso dagli occhi di sole.

Ad un certo punto una voce in prossimità dell’uscio di una porta scandì il suo nome, sorriso dagli occhi di sole  non fece una piega, lentamente con eleganza di una bimba già donna, si alzò dalla sedia e si incammino verso quella voce che gliela aveva strappata da un angolo del suo cuore! Avrebbe voluto in quel momento essere quell’orsacchiotto, avrebbe voluto che il tempo per una volta nell’eternità si fosse arrestato, avrebbe voluto … nulla … perché sorriso dagli occhi di sole  passandogli accanto si fermò e guardandolo dritto all’altezza del cuore le disse: “Questo orsacchiotto non parla”. Non sapeva cosa risponderle, forse avrebbe voluto solo abbracciarla. Sorriso dagli occhi di sole fece altri passi ed altri ancora, poi ad un tratto si fermò nuovamente in prossimità dell’uscio e lentamente si girò, prima accennò un sorriso e poi disse “Ma sa sempre ascoltare“. (N.C.)

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. . . buona vita a tutti!

Credits: Pezibear

DISCLAIMER

Cecchi è responsabile di quello che scrive, non di quello che capisci! (N.C.).

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