
C’è una sola notte vera in cui il tempo non ha sponde, la notte del Samhain, quando il mondo si ritrae in attesa. Non è la festa del mostro di fuori, ma il richiamo sommesso dell’ombra che sei.
Il velo si fa seta sottile. La casa è silenzio, il buio è una promessa: di incontrare chi da tempo è esiliato, lo spettro onesto della tua antica paura, il lupo mannaro che non ha ululato, la strega che bruciava di troppa luce.
La zucca intagliata non è lanterna per il viandante, è specchio arancione e cieco: illumina la crepa che ci nutre, il vuoto che non sai colmare. Ascolta il vento, non soffia storie, ma risponde con il tuo nome.
Allora, non cercare dolcetti, ma accetta i frammenti della tua integrità. Lascia che il nero, colore della terra nuda, ti ricordi l’essenza non ancora germogliata. Questa è l’ora in cui ogni morte è solo un ritorno: un istante per onorare il sé che non torna più.
Possa tu guardare negli occhi il tuo fantasma, e trovare pace nel sapere che anche l’ombra ha un respiro, e non è nulla che tu non sia già stato. (N.C.)
. . . buona vita a tutti!
Cecchi è responsabile di quello che scrive, non di quello che capisci!
